Tv e radio, parte del canone alle emittenze private, Paolo Pirovano vince la battaglia

Importante successo del segretario nazionale dell'Ordine dei Giornalisti che in una nota assieme a Pierfrancesco Gallizzi, consigliere della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, a nome del Movimento Liberi Giornalisti, hanno commentato l'approvazione da parte dal Consiglio dei ministri

Paolo Pirovano assieme a Giuseppe Gallizzi, leader del Movimento Liberi Giornalisti

“Un grazie al Governo e a tutti gli esponenti politici che hanno compreso e alla fine approvato una proposta che portiamo avanti da oltre tre anni. Un segno di attenzione e riconoscimento verso moltissimi colleghi e, più in generale, operatori dell’informazione troppo spesso dimenticati e bistrattati”. Paolo Pirovano, segretario generale dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, e Pierfrancesco Gallizzi, consigliere della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, a nome del Movimento Liberi Giornalisti, commentano così l’approvazione da parte dal Consiglio dei ministri del regolamento per il riparto delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. “Un provvedimento – si legge nella nota del Movimento Liberi Giornalisti – che finalmente prevede risorse anche per l’emittenza radiotelevisiva locale e che, come abbiamo sempre sostenuto e richiesto, si basa su criteri come il sostegno all’occupazione, l’innovazione e la qualità della informazione, destinando una parte delle risorse derivanti dal recupero dell’evasione sul canone, fino a 50 milioni di euro, alle tv e radio locali”.

Pierfrancesco Gallizzi

“Fin dalle prossime settimane, con le elezioni per il rinnovo dei Consigli nazionali e regionali dell’Ordine dei Giornalisti – concludono Pirovano e Gallizzi – continueremo a batterci per affermare diritti troppo spesso dimenticati. Partendo dalla restituzione della dignità alla professione, dalla difesa dei diritti dei precari e dei collaboratori, ribadendo con forza la necessità di aumentare i livelli occupazionali con una qualità del lavoro più elevata. Così come proseguiremo la nostra battaglia sulla diffamazione, sulle querele temerarie e contro il carcere per i giornalisti e confermeremo l’impegno sull’impiego di giornalisti negli uffici stampa pubblici e privati

 

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