Turismo, secondo Assoedilizia il Belpaese ha raggiunto i livelli pre-recessione

Le centinaia di migliaia di cinesi  – si stima che tra 2-3 anni saranno un milione – che quest’anno affollano le Cinque Terre liguri sono la cartina di tornasole della ripresa del turismo in Italia che ha raggiunto i livelli di prima della recessione. Un’indagine previsionale su un campione di oltre 2 mila imprese del settore ricettivo prevede infatti per l’estate 2017  84,5 milioni di presenze nelle località di mare del nostro Paese, con una crescita di 1,9 milioni (+2,3%) sulla stagione 2016, l’aumento più sostenuto degli ultimi dieci anni; con le presenze di turisti stranieri che si avviano a superare quota 29 milioni, oltre 1 milione in più rispetto allo scorso anno, che ha fatto registrare una spesa di oltre 33 miliardi di euro (più 2.3% rispetto al 2015).

“Giova ricordare che negli anni più tristi della recessione – ha affermato Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia –  quando gli italiani erano costretti a limitare spostamenti e spese, i turisti d’Oltralpe e d’Oltremare hanno sempre fatto registrare un aumento di presenze e di contributo ai nostri conti in affanno.

Achille Colombo Clerici, in alto una veduta di Manarola

 “Spicca ancora una volta la posizione leader della Lombardia  che da sola, sempre nel 2016, con quasi 6 miliardi e mezzo, ha coperto il 18% della spesa turistica estera, in aumento del 7,4% rispetto al 2015 – che pure è stato l’anno dell’Expo –  seguita dal Lazio con 5,7 miliardi, in forte decremento rispetto all’anno precedente (-9,9%); dal Veneto con 5,5 miliardi di euro (+5,6%); dalla Toscana con 4,5 miliardi (+10,3%). Il Sud e le Isole insieme sono arrivate a circa 4,9 miliardi (in calo del 3,1% rispetto al 2015). E, continuando a citare le cifre, aride fin  che si vuole ma eloquenti, va ricordato che   il contributo diretto del turismo al prodotto interno lordo dell’Italia è ammontato nel 2016 a 104 miliardi di euro (a cui si aggiungono 62 miliardi di indotto), complessivamente quasi l’11% del Pil,  in aumento sul 2015. Le stime per il 2017 indicano un ulteriore incremento del 2,6% per i contributi diretti e del 2,7% per quelli totali.  
“Quello del turismo è l’unico settore che può progredire  anche in tempi un cui crolla la produttività, perché il suo sviluppo  non è in alcun modo legato ai limiti di capacità di assorbimento da  parte del mercato, come avviene per i beni durevoli e di consumo. Sicché esso sta dimostrando di rappresentare – ha concluso Colombo Clerici -, in ogni  congiuntura economica, una fondamentale via di uscita per controbilanciare la stasi di altri settori”.

 

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