Turismo, Regione Lombardia vince in Corte Costituzionale per il CIR

Per il Codice Identificativo di Riferimento la Corte Costituzionale ha dato il suo via libera ritenendo infondato il ricorso con il quale era stata impugnata la legge regionale n. 7 del 2018 che ha istituito il CIR

MILANO -La Corte Costituzionale ha dato il suo ‘via libera’ al CIR, respingendo l’impugnazione della legge regionale in base alla quale, negli annunci che promuovono case e appartamenti per vacanza, deve essere indicato il Codice Identificativo di Riferimento.

“Oggi con sentenza n. 84/2019 la Corte Costituzionale ha ritenuto infondato il ricorso con il quale era stata impugnata la legge regionale n. 7 del 2018 che ha istituito il CIR (Codice Identificativo di Riferimento) che deve essere indicato negli annunci di promozione e commercializzazione delle CAV (Case e appartamenti per vacanza) e degli appartamenti dati in locazione turistiche. È una battaglia di civiltà che ho seguito attentamente fin dal mio insediamento e che ora trova finalmente la sua giusta vittoria”.

Questo il commento dell’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia, Lara Magoni, in merito alla decisione della Corte Costituzionale sull’impugnativa, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri della passata legislatura, sulla legittimità della legge regionale della Lombardia n. 7 del 2018 istitutiva del CIR.

Il pronunciamento della Corte – continua l’assessore – conferma la ragionevolezza con la quale Regione Lombardia ha previsto che anche i locatori turistici e i relativi intermediari debbano munirsi di un apposito codice identificativo di riferimento per ogni singola unità ricettiva. Il CIR si conferma, dunque, una modalità amministrativa semplice e finalizzata a far emergere un fenomeno turistico nuovo e sempre più diffuso che consiste nella concessione in godimento a turisti di immobili di proprietà, a prescindere dallo svolgimento di un’attività imprenditoriale, e ciò al fine specifico di esercitare al meglio le proprie funzioni di promozione, vigilanza e controllo sull’esercizio delle attività turistiche”.

“Ero convinta che il buonsenso del provvedimento andasse nella giusta direzione – aggiunge Lara Magoni – e che non vi fosse alcuna invasione delle competenze esclusive dello Stato. Le motivazioni di questa sentenza, che definirei storica, non lasciano spazio ad altre interpretazioni. Regione Lombardia è stata ancora una volta apripista nazionale nel normare un fenomeno lasciato per troppo tempo senza regole. Il CIR è un primo importante strumento in grado di dare ordine e tutela alla sicurezza del viaggiatore nonché agevolare le attività di controllo da parte delle autorità. In Lombardia è in vigore dal 1° novembre 2018 ed oggi se ne ribadisce l’efficacia. La mappatura puntuale di questo fenomeno sarà, inoltre, di fondamentale importanza anche per sviluppare politiche in materia di turismo sempre più pertinenti anche rispetto alle nuove esigenze dei viaggiatori”.

Anche la Giunta Apam, l’Associazione albergatori di Confcommercio Milano ha accolto positivamente la pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato infondato il ricorso con il quale il Governo Gentiloni aveva impugnato la legge lombarda istitutiva del Cir, Codice identificativo di riferimento”.

Si tratta di un passaggio di certezza, sia sul fronte delle regole applicabili nel mercato della ricettività (secondo il principio ‘stesso mercato stesse regole’) sia sul versante delle competenze costituzionali in capo alle Regioni in materia di turismo” dichiara Fabio Primerano, componente di Giunta Apam, l’Associazione albergatori di Confcommercio Milano, consigliere di Confcommercio Lombardia e coordinatore regionale di categoria.

Il mondo del turismo – rileva Confcommercio Lombardia – sta affrontando una rivoluzione epocale grazie alle nuove tecnologie ed al mutamento globale degli stili di vita. Cogliere la forza delle innovazioni del web significa ampliare l’offerta anche ricettiva delle nostre città. Ma questa trasformazione deve anche accompagnarsi con meccanismi di contrasto a forme di abusivismo o improvvisazione.

L’introduzione del Cir – prosegue Primerano – rappresenta un ulteriore punto di forza proprio per contrastare l’abusivismo e agevolare i Comuni nei controlli degli annunci, online e offline, di turismo in appartamento consentendo anche a Regione Lombardia di seguire un trend di regole europeo ed internazionale che permetterà uno sviluppo sano e corretto di un fenomeno in evoluzione come quello degli affitti brevi”. 

Un plauso, dunque, a Regione e all’assessore Lara Magoni per aver dato applicazione a questa legge nonostante l’impugnativa “ed un auspicio – conclude Primerano– che la sentenza metta fine a dubbi ed incertezze applicative, permettendo ai Comuni di mettere icampo tutti gli strumenti necessari per l’applicazione delle norme sugli affitti turistici”.

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