Tumore al seno, in Lombardia funziona la prevenzione

Grazie alla realizzazione di una Rete regionale, formata da 38 centri di senologia, i programmi di screening coinvolgono il 91% della popolazione femminile lombarda in età 50-69 anni, e 8 donne su 10 accedono ai test di prevenzione

MILANO – “Sul tema del tumore al seno, Regione Lombardia ha compiuto un lungo percorso per garantire alle donne la migliore presa in carico sia nella fase di prevenzione, sia nella fase di gestione della riabilitazione psicofunzionale. Oggi grazie alla realizzazione di una Rete regionale, formata da 38 centri di senologia, i programmi di screening per il tumore al seno coinvolgono il 91% della popolazione femminile lombarda in età 50-69 anni, e 8 donne su 10 accedono a test di prevenzione”.

Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera durante il convegno organizzato a Palazzo Lombardia, per illustrare il lavoro svolto dalla Rete regionale dei Centri di Senologia.

“Il tumore al seno – ha spiegato Gallera – colpisce ogni anno in Lombardia circa 10.000 pazienti, e rappresenta il 29% di tutti i tumori femminili. L’azione più efficace, oggi, per contrastare questo tumore è la diagnosi precoce, per questo Regione Lombardia da sempre pone una grandissima attenzione nelle attività di screening che ci permettono ogni anno di identificare 1.500 nuovi casi. Le evidenze scientifiche ci dicono che i migliori risultati in termini di sopravvivenza, adeguatezza delle cure e qualità di vita delle pazienti, sono direttamente proporzionali al numero di casi trattati per centro di cura. Per questo sono nati i Centri di senologia o Breast Unit, dove team multidisciplinari offrono tempestivamente le migliori cure. Grande importanzaviene attribuita ai percorsi di accoglienza delle pazienti, dal ricevimento fino all’avvio e all’esecuzione di percorsi clinici”.

 “Per garantire tutto questo – ha evidenziato – abbiamo previsto nelle Breast Unit la presenza di un team dedicato e qualificato, formato da specifiche figure: un chirurgo senologo, un radiologo esperto in tecniche d’immagine senologiche, biopsie e procedure di localizzazione di lesioni non palpabili, un oncologo medico, un patologo, un infermiere, un radioterapista, un medico Nucleare, un chirurgo plastico con formazione specifica in chirurgia ricostruttiva; a queste figure professionali, si aggiungono uno psicologo clinico, un fisiatra e un genetista”.

Durante il processo di realizzazione dei centri – ha concluso l’assessore – abbiamo chiesto agli operatori le modalità con cui si sono strutturati e abbiamo valutato punti di forza e debolezze individuando un modello virtuoso. Nella costruzione di questo modello le associazioni dei pazienti hanno avuto, e continuano ad avere, un  ruolo assolutamente centrale ed e’ per questo che abbiamo previsto la loro presenza formale nei Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA)”.

I programmi regionali di screening per il tumore al seno coinvolgono il 91% della popolazione femminile in età 50-69 anni (a fronte di un dato nazionale del 70% e 89% del nord Italia), un tasso di adesione del 68% (a fronte di un dato nazionale del 60% e 67% del nord Italia), e di approfondimento del 9,3%. In Lombardia la copertura (cioè il numero di donne, tra i 50 e i 69 anni, che hanno effettuato la mammografia) raggiunge l’81%: 8 donne su dieci accedono ad un test di screening e di queste 6 nell’ambito di programmi organizzati

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