Troppi dati personali online, in molti non conoscono i rischi

Ogni giorno oltre 250 milioni di cittadini europei usano Internet. Mentre sono online, gli utenti condividono enormi quantità di dati personali, quali ad esempio il proprio nome e cognome, l’indirizzo di casa, il numero di carta d’identità e le informazioni sul proprio stato di salute. In particolare, il 52% degli italiani dichiara di farlo per accedere a un servizio generico, mentre il 25%, la percentuale più alta dell’UE, lo fa per ottenere un servizio adattato alle proprie esigenze e il 14% per ricevere offerte studiate ad hoc.

Dalla condivisione di informazioni personali derivano numerosi rischi potenziali, come le divulgazioni non autorizzate, il furto o l’abuso di identità online. Poco meno di otto italiani su dieci ritengono di non avere il controllo completo dei propri dati personali, mentre sei su dieci dichiarano di non fidarsi delle aziende che operano online. Inoltre, 5 italiani su 10 esprimono preoccupazione in merito alle applicazioni degli smartphone che raccolgono dati senza il loro consenso e più di 6 cittadini su 10 si preoccupano dell’uso che le organizzazioni potrebbero fare delle informazioni divulgate.

Qual è il grado di consapevolezza dei nostri diritti? Esaminando nel dettaglio la situazione italiana, preoccupa il dato secondo cui solo il 31% delle persone (contro una media europea del 37%) ha sentito parlare di un’autorità pubblica deputata alla protezione dei diritti dei cittadini in materia di dati personali. A ciò si aggiunge che solo il 37% degli intervistati si rivolgerebbe al garante in caso di necessità (contro il 67% dei finlandesi); l’Italia è l’unico paese in cui la maggior parte dei cittadini opterebbe per il tribunale (46%).  Le nuove regole sulla protezione dei dati personali assicurano una migliore tutela delle informazioni generali dei cittadini dell’UE.

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