Troppe maschere fatte di parole sulla disgustosa faccenda di Macerata

Disgustoso. Nel sacco immenso delle disgustose faccende italiane quella di Macerata. Cioè la pignatta antifascista, cioè il fantoccio del duce a testa in giù preso a bastonate  dai bambini, piazza Cesare Battisti.

Qualcuno è corso a togliere fantoccio e bambini, con una bella predica a questi ultimi? Qualcuno ha incriminato gli autori della scenetta? Se è successo, nessun giornale lo riporta. Filmato invece lo scontro di Alessandra Mussolini col sindaco di Macerata, quel posto dove Pamela (quando si va sui giornali ci si va col nome, come amici di tutti) ha fatto la fine che tutti sanno. Ma nessuno ha preso a bastonate vere o figurate gli assassini, non che io approvi il metodo, parlo di pari opportunità.

Tornando allo scontro, il signor sindaco ritiene sufficientissimo aver condannato a posteriori il gesto. A posteriori, significa che nessuno è andato – durante – ad interromperlo, e che ai bambini è stato insegnato che va bene ammazzare anche i morti festeggiandone la messa alla rovescia, cioè a testa in giù. Circa come a Pavia, stessa scena, solo che a testa in giù son stati messi in adesivo i contemporanei, quelli contrari al clandestinaggio, e i bastoni li hanno lasciati a casa. Anche a Pavia il sindaco ha condannato il gesto. Troppe maschere fatte di parole. Il tutto per rinnegare il fascismo, che nella sua accezione letterale, cioè storica, mi par rinnegato da quasi un secolo. Quindi: niente scuse, non che servano, ma oggi si scusano tutti per cose neppur fatte da loro, quindi la scusa dei sindaci ci starebbe. E ai bambini, chi glielo spiega? Nella confusione di questo 25 aprile in cui abbiamo festeggiato una sconfitta liberatoria, che pare l’abbiamo fatta noi la liberazione, invece l’ha fatta l’America, nella chiara asserzione che bastonare è bello, purché si bastonino i deboli, come si fa a spiegare, che poi magari ti bastonano? Intanto si accumulano i reati ai danni di insegnanti, che hanno fin paura a denunciarli, non fosse che i cretini sparano anche video, attendendo plausi. Ora cominciano a bocciarli. La porta dietro ai buoi non serve a non farli rientrare. Ci si sente impotenti, non è neppure lecito ai cittadini per bene dimostrare una maggior forza, parlando la stessa lingua. Quindi? Io non so. Se qualcuno ha un’idea, per favore, la dica!

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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