Tre Manifesti a Ebbing, Misoouri, la lotta di una donna per ottenere giustizia

Tre manifesti a Ebbing, Missouri è il più grande film dei Cohen non fatto dai Cohen. Quesa critica può essere vista come un’esagerata ed inutile provocazione; tuttavia questa provocazione può essere giustificata. Il soggetto, il cast, l’ambientazione, l’ironia, il continuo mescolarsi di situazioni grottesche, drammatiche, cruente riporta molto al cinema coeniano. Probabilmente, durante la stesura della sceneggiatura anche Martin McDonagh, regista e sceneggiatore della pellicola, se ne sarà reso conto. Eppure il film funziona. Eccome se funziona.

Mildred Hayes (Frances McDormand), madre single e divorziata, combatte incessantemente per avere giustizia dopo l’omicidio e lo stupro della figlia. La solidarietà della comunità e gli  scarsi risultati delle indagini della polizia non sono sufficienti: pertanto decide di affittare tre spazi pubblicitari in segno di protesta verso le autorità locali.

1) Rape while dying;
2) And still no arrest;
3) How come Chief Willoughby?

Le critiche rivolte alla polizia, soprattutto allo sceriffo Bill Willoughby (Woody Harrelson), sconvolgono Ebbing, piccola cittadina del Midwest americano, tanto da emarginare Milfred. Mildred ormai è una donna che non ha più nulla da perdere. Vuole ottenere giustizia a tutti i costi e non guarda in faccia a nessuno, non ha più remore con nessuno ed è insensibile anche al dolore dello sceriffo Willoughby, malato di tumore al pancreas. La sua è una battaglia contro il silenzio e contro l’ipocrisia della società america: una società che ancora discrimina gli afroamericani ; una società sempre in cerca di un capro epiatorio; una società arrabbiata e alla continua ricerca della redenzione. Mildred rappresenta il dolore di una madre che non ci sta e che comprende che solo attraverso la violenza si può veramente ottenere ciò che si vuole.

Tre Manifesti a Ebbing, Misoouri è un film scritto con estrema ispirazione e consapevolezza tenendo in equilibrio tali e tante componenti da rasentare il miracolo. Una storia tragica che non viene assolutamente stemperata dal tono black comedy, ma che anzi rilancia la sfida al pari della stessa Mildred nei confronti della sua stessa comunità. L’interpretazione magistrale della triade McDormand-Harrelson-Rockwell (agente Dixon, personaggio perfettamente costruito da McDonagh) riescono a sostenere il peso di una opera tanto complessa quanto necessaria per l’America contemporanea. Un’opera coeniana struggente ed intensa. Anche se non è dei Cohen.

Alessandro Preanò

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