Trasparency Italia monitora l’appalto di Regione Lombardia

In arrivo il progetto di monitoraggio sui Fondi europei per l’assistenza tecnica

Favorire l’occupazione di categorie vulnerabili e promuovere l’apprendimento permanente. Queste le finalità del progetto di monitoraggio relativo all’assistenza tecnica al Fondo Sociale Europeo 2014-2020 che Transparency International Italia presenterà domani a partire dalle ore 10.30, presso il 39° piano, Palazzo della Regione Lombardia. In apertura, insieme al presidente Virginio Carnevali, l’assessore di Regione Lombardia, Valentina Aprea e il deputy head of Unit della Commissione Europea, Nicola Aimi. Transparency International Italia sta seguendo l’appalto di Regione Lombardia sull’assistenza tecnica necessaria a sostenere le attività di attuazione degli assi 1 “occupazione” e 3 “istruzione e formazione”. L’amministrazione regionale dovrà esser dotata di strumenti operativi, competenze e supporti che consentano il miglior utilizzo delle risorse del Programma Operativo Regionale Fondo Sociale Europeo (POR FSE) 2014-2020. E Transparency International Italia, in questo contesto, rappresenta l’Ente di Monitoraggio, ovvero l’organismo di controllo indipendente che si occupa di garantire maggiore trasparenza e integrità in tutta la procedura di appalto, monitorando la correttezza di tutte le fasi delle procedure. Transparency International Italia ha infatti siglato, insieme a Regione Lombardia un Patto d’Integrità, che ha lo scopo principale di rendere più trasparente il processo di una gara d’appalto, come deterrente della corruzione.

Nel 2015, la Commissione Europea ha lanciato il progetto Integrity Pacts: Civil Control Mechanisms for safe-guarding EU funds, per introdurre strumenti d’integrità e controllo nei progetti che utilizzano fondi europei e consolidare buone pratiche di trasparenza, legalità e comunicazione con la società civile. Lo scopo del progetto è quello di testare i Patti d’integrità nelle procedure di gare d’appalto per le opere finanziate con fondi strutturali e di investimento europei. Si è svolta quindi un’attività di advocacy e selezione tra i potenziali enti che amministrano fondi europei nei Paesi dell’Unione e, al termine delle valutazioni, sono stati selezionati 17 progetti pilota che coinvolgono 11 nazioni dell’Unione Europea. In Italia, i progetti sono 4, di questi, sono 2 quelli seguiti da Transparency International Italia: uno per la costruzione della nuova metro di Cagliari e l’altro relativo all’assistenza tecnica per Regione Lombardia.

Domani, Transparency International Italia presenterà alla cittadinanza il progetto di monitoraggio, con le prime fasi già documentate e i risultati. Inoltre sarà presentato il sito monitorappalti.it, sul quale trovare tutte le informazioni relative ai diversi appalti e una sezione dedicata al monitoraggio civico nella quale segnalare irregolarità oppure veri e propri casi di corruzione. A seguire, Regione Lombardia illustrerà le iniziative a favore della trasparenza nella gestione delle gare e le attività rivolte ai destinatari degli assi 1 e 3 del POR FSE. Sarà presente anche Maria Pia Redaelli, direttore del Sistema Controlli, Prevenzione, Corruzione e Trasparenza che spiegherà nello specifico il ruolo del responsabile anticorruzione e la concreta attuazione del Patto d’Integrità.

Perché gli appalti pubblici sono un settore che spesso è preda di quanti vogliono arricchirsi illegalmente, proprio in virtù delle somme di denaro che vengono investite. Il Rapporto Annuale della Guardia di Finanza sull’anno 2016 ci dice che il numero degli appalti pubblici irregolari è più che triplicato. Il report parla di concessioni anomale ad aziende, per un ammontare di 3,4 miliardi di euro e di un buco di 775 milioni di euro creato da chi ha percepito o richiesto illegalmente finanziamenti pubblici dallo Stato Italiano e dalla Comunità Europea. La Corte dei Conti nella Relazione Annuale 2016 sui rapporti finanziari con l’Unione Europea e l’utilizzazione dei Fondi comunitari, riporta che in Italia le irregolarità e frodi segnalate o accertate dei fondi europei ammontano nel 2015 a 356 milioni, la maggior parte dei quali sono imputabili alle Regioni e ai Fondi Strutturali, ma una buona parte anche al Fondo Sociale Europeo. Inoltre “nell’ampia casistica degli errori e irregolarità riscontrati, la violazione della normativa sugli appalti continua a essere la tipologia percentualmente prevalente”.

I dati che segnano un trend negativo non mancano nemmeno nel settore della formazione. Secondo una ricerca che PWC ha pubblicato nel 2013, le perdite connesse alla corruzione nei progetti di formazione in 8 Paesi dell’UE (Italia, Francia, Ungheria, Lituania, Olanda, Polonia, Romania, Spagna) ammontano al 44% del budget dei progetti. Un’inchiesta de La Repubblica, pubblicata lo scorso marzo, evidenzia che ogni anno nascono 40mila corsi finanziati da fondi pubblici (europei e dello Stato), ma che nessuno ne verifichi l’efficacia. D’altro canto, le Regioni non sono obbligate a fare questo tipo di valutazione e, quando lo fanno, valutano solo aspetti quantitativi, come il numero di persone che frequentano il corso. Nel monitoraggio sull’assistenza tecnica a Regione Lombardia, Transparency International Italia ha proposto nella fase di analisi dei bisogni delle raccomandazioni che indirizzano su un piano qualitativo l’offerta formativa. In particolare, ha chiesto di tenere in considerazione le informazioni contenute nelle offerte presentate a valere delle gare precedenti, nonché i risultati (finali o parziali) dei servizi realizzati dai contraenti. E il Patto d’Integrità è uno strumento sviluppato da Transparency International negli anni ’90 con l’obiettivo di contrastare la corruzione nel settore degli approvvigionamenti pubblici. Si tratta di un documento che viene siglato dall’ente appaltante, da tutte le società partecipanti alla gara e da un ente monitorante.

 

Alessandra Pirri

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