Sulla costa jonica della Calabria, inno al dio Bacco al Big Bang Store di Condofuri Marina

Quando l’estate raggiunge il culmine dei sensi, arriva “La serata del vino e della sangria”, perché “il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo” (Pindaro)

Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere (Charles Baudelaire). Al via dunque una serata all’insegna dell’allegria, in programma il prossimo 12 agosto presso il Big Bang Store, sito in via Prassitele 1 a Condofuri Marina, sulla costa jonica della provincia di Reggio Calabria. Alle ore 20 di quella che si preannuncia una serata estiva dedicata al dio Bacco, si apriranno le danze. Il tutto, all’insegna di vino e sangria. Una commistione di generi, quindi. Anzi: di vini.
Enotria, “terra del vino”. Così veniva infatti chiamata la Calabria anticamente. E la millenaria storia del vino di Calabria inizia con l’approdo sulle coste dei territori di Sibari, Crotone e Locri di numerosi coloni greci intorno all’ottavo – settimo sec. a.C. Si narra pure che il “Krimisa”, antenato del vino Cirò, fosse nell’antichità il vino ufficiale delle Olimpiadi. Ed è proprio nel periodo della Magna Grecia, grazie ai vitigni che i coloni avevano portato con sé dalla madrepatria, che incomincia sul suolo italico la produzione vitivinicola. Nella storia del vino calabrese, si parla di “vino di Biblina”, ottenuto da un vitigno originario della Tracia, terra di baccanti, e coltivato dai greci di Siracusa fino al nord della Calabria.
Oggi, nei territori di Villa San Giovanni, Scilla, Bagnara, Seminara, Palmi, denominati “Costa Viola”, i vitigni vengono coltivati in terrazzamenti. Terrazze di viti affacciate sullo Stretto e a strapiombo sul mare. “In occasione di questa sagra, vogliamo celebrare il vino e il suo potere taumaturgico – afferma Domenico Spanò, proprietario del Big Bang Store -. Dopo millenni di storia, il nostro vino resta il perfetto connubio di terra, sole, brezza marina, promontori, monti e pianure”.
E se vino rosso fa buon sangue, la sangria lo fa “espectacular”, come sostengono i nostri cugini spagnoli. Ad avvalorare il famoso detto popolare il fatto che, per una curiosa coincidenza, la bevanda alcolica più famosa di Spagna prende il nome proprio dalla parola “sangue” (in spagnolo sangre), sia per il caratteristico color rosso vivo della versione più classica, sia perché rappresenta il carattere focoso e passionale dei bevitori. Una delle ricostruzioni storiche più accreditate, fa risalire la sangria all’’800, come bevanda dei contadini spagnoli e portoghesi, che la realizzavano con i prodotti della terra a loro disposizione: vino, pesche, mele e agrumi. Secondo un’altra versione, invece, nascerebbe nel ’700 da un’idea di un gruppo di furbi marinai inglesi. Approdati nelle Antille, escogitarono uno stratagemma per aggirare il divieto di bere alcolici: mascherarono il rum spagnolo con miele, spezie e pezzettoni di frutta locale, in modo da farlo sembrare un innocente succo di frutta.
La serata sarà organizzata insieme all’azienda agricola “Fate dello Stretto”, che fornirà vini e sangria al Big Bang Store. E insieme alla degustazione dei vini, presenti aperitivi, stuzzichini e rustici della casa.

Alessandra Pirri

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