Stadi di proprietà, Milan e Inter ci provano per avvicinarsi alle big europee

Possedere impianti permette di aumentare i ricavi e tornare a competere in Champions League, come ha fatto la Juventus che ha più che raddoppiato il fatturato da quando si è trasferita all’Allianz Stadium

All’indomani della conferenza congiunta Milan Inter, in merito alla costruzione di un nuovo impianto per sostituire lo storico San Siro o per adeguarlo alle nuove necessità, e dopo che il sindaco Raggi a Roma ha dato il via libera al progetto del presidente giallorosso Pallotta, anche a Milano si torna a parlare della questione stadi di proprietà.

“Non abbiamo presentato in Comune un vero piano– ha spiegato il presidente dei rossoneri Paolo Scaroni- ma una progettualità. Due sono le ipotesi entrambe interessanti: uno stadio completamente nuovo oppure un ammodernamento del vecchio Meazza”.

“Milano – ha commentato a sua volta l’ad dell’Inter Alessandro Antonello- ha bisogno di uno stadio all’avanguardia. Vogliamo far tornare ad essere una città capitale del calcio europeo”.

Dopo l’Allianz Stadium di Torino, lo Stadio Friuli che ospita le partite dell’Udinese, il Mapei del Sassuolo, l’impianto di Frosinone e l’Atleti Azzurri d’Italia, dove l’Atalanta di Gasperini incanta il pubblico, si prevede la costruzione di altri stadi per ospitare le squadre di Serie A, migliorare i ricavi e avvicinarsi ai top club europei.

Le migliori squadre inglesi, spagnole e tedesche infatti incassano più del doppio rispetto a Milan e Inter (80 milioni l’anno contro i 30/35 milioni dei club milanesi) a parità o quasi di numero di spettatori. I vantaggi però non terminano con la vendita dei biglietti: uno stadio di proprietà permette di destinare aree della struttura per promuove il marchio del club: negozi, eventi e altre iniziative di marketing.

Inoltre trovare sponsor per lo stadio, come hanno fatto la Juventus e il Bayern Monaco con Allianz e come è prassi in altri sport (vedi il basket dell’NBA), consente di arricchire con nuovi segni “più” i bilanci perennemente malati delle società italiane.

I costi elevati per la costruzione di un nuova casa per i club (si parla di centinaia di milioni di euro) non spaventano i presidenti di Serie A, allettati dalle opportunità di guadagno sul lungo periodo. La Juventus domina da anni la classifica dei bilanci, oltre che del campionato: infatti da quando ha “lasciato” il Delle Alpi e  si è trasferita (2011) moderno Stadium ha più che raddoppiato il fatturato (500 milioni), allineandosi a club come il Chelsea e Liverpool.

Burocrazia lenta e visioni non sempre illuminate da parte dei vertici del calcio hanno portato solo ora a considerare la costruzione di nuovi impianti per tornare ad essere il primo campionato europeo come negli anni novanta.

Raffaele Biglia

Nella foto lo Stadio Meazza di Milano

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