Sì o no, dal pensiero binario deriva il concetto di priorità

Dal pensiero binario deriva il concetto di priorità. Binario significa sì o no, senza sfumature, né complicazioni. È il pensiero più facile, più primitivo, da cui derivano i disastri più gravi della storia: sì o no diventa tu o io, che si traduce in guerra. Dal che si deduce che la storia umana è stata finora fatta dai più stupidi fra gli esseri umani. E così continua. Dal pensiero binario deriva la competizione (o tu o io, spesso con qualunque mezzo). Il più e il meno si articola – per così dire –  nel concetto di priorità. Che talora è azzeccato, ad esempio la priorità va data a chi sta molto male, o a un obiettivo importantissimo rispetto agli altri. Ma quando la si elegge a guida costante, allora sono guai. Ad esempio, in famiglia. Se la priorità individuale informa lo stile di vita famigliare, la famiglia è ad alto rischio. Rischio se la priorità è data ai figli, nel qual caso si educano viziandoli e si trascurano le esigenze della coppia. Non parliamo di quando la priorità è data a ciò che piace ad ognuno. Ecco le separazioni che si snodano perchè diventa priorità di un componente qualcosa che danneggia l’insieme, qualcosa che non si condivide né si esamina, un tamburo che uno dei due segue una via nuova. O tamburi diversi che ognuno dei due segue.

Lo stesso succede nelle aziende, quando la priorità diventa l’emergere: si perde di vista la struttura, l’obiettivo finale, e l’emergere di una persona incrina non solo l’armonia, ma anche il risultato finale.

Un sistema per reggere bene deve avere per obiettivo il buon funzionamento; la priorità quindi non è riservata a ognuno o a uno dei suoi componenti, ma al loro complesso. Se la cosa più importante è il buon funzionamento del sistema, con saggezza, il sistema funzionerà. Ma basta una persona che dia la priorità a se stessa, e tutto salta. Come si vede quotidianamente.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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