Sesto San Giovanni, riapre per uno speciale tour storico-culturale il museo della “fonderia” dell’Istituto Altiero Spinelli

Il prossimo 23 febbraio riapre per uno speciale tour storico-culturale il museo della “fonderia” dell’Istituto Altiero Spinelli di Sesto San Giovanni. Guidato dal prof. Cogliati e dal curatore dello spazio museale Fortunato Spinelli,  il Museo propone ai visitatori un itinerario che entra dentro la storia industriale di Sesto San Giovanni  chiamata per decenni la città delle fabbriche e – in forza di ciò – il suo ITIS era fucina di tecnici e ingegneri pronti a lanciarsi nel tessuto imprenditoriale del distretto.

Durante la prima guerra mondiale e per tutti gli anni ’20 a Sesto si è sviluppato un grande polo produttivo imperniato su tre gruppi industriali integrati: Breda, Falck, Marelli, ognuno composto da più stabilimenti, spesso nati sulla scia dell’impegno bellica. Il massimo sviluppo di Sesto, che era il quinto polo produttivo italiano, si raggiunge con il boom economico, fra il 1957 e il 1964. Successivamente si hanno ristrutturazioni e profonde trasformazioni produttive in un quadro generale di lento declino, accelerato dalla fine degli anni ’60 con la chiusura di Osva, Falck Vulcano e della Ercole Marelli, il ridimensionamento delle aziende Breda, il trasferimento della Magneti Marelli, sino all’ultimo capitolo, la fine della Falck Unione, nel dicembre 1994.

Da anni -a più riprese – il museo della fonderia è un fiore all’occhiello della città, e in occasione dei cinquant’anni dell’istituto questa riapertura speciale vuole dare vetrina al mosaico storico-culturale cittadino.

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