Sempre più trendy il Make up italiano nel mondo

L’export lombardo è aumentato del 14%, tre miliardi sui sei italiani e oggi “Laboratorio aperto” per 30 imprese cosmetiche

MILANO – “Laboratorio aperto” per 30 imprese di cosmetica lombarde, dalle ore 14,30 in Camera di commercio, a palazzo Giureconsulti in piazza Mercanti 2. Sono pigmenti, smalti per unghie, prodotti in pasta e  in polvere, prodotti curvi come rossetti e unghie artificiali al centro dell’analisi e della qualità del prodotto italiano che si conferma conosciuto ed esportato in tutto il mondo. Con picchi di crescita nel 2016, +14% l’export lombardo in un anno, per un mercato che raggiunge già i tre miliardi, la metà del totale italiano di 6 miliardi, secondo i dati della Camera di commercio di Milano. Un settore quello della cosmetica in Lombardia che concentra il 31,4% delle imprese italiane (409 su 1.304). Nei trend di laboratorio va un prodotto il più naturale possibile, bio, ma anche per un aspetto estetico scintillante, realizzabile con nuovi pigmenti. Per garantire la qualità del prodotto italiano, sono 600 i prodotti analizzati ogni anno dalla Camera di commercio attraverso il Laboratorio cosmetica dell’azienda speciale Innovhub SSI, su richiesta delle stesse imprese.

Laboratorio

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Boom dell’export di cosmetici lombardi nel mondo. Cresce l’interscambio lombardo di profumi e cosmetici, +10% nel 2016 trainato dall’export, +14,2%, che sfiora i 5 miliardi di euro con la Lombardia che pesa il 55% delle esportazioni nazionali. I prodotti lombardi si esportano soprattutto nell’Unione Europea (quasi 2 miliardi, 62,4%, + 16%),  in America del Nord (290 milioni, 9,1%, che è anche l’area del mondo che cresce di più +24,6%) insieme all’Asia centrale (20 milioni, +28,5%). Bene anche i Paesi arabi e del Medio Oriente, dove esportiamo 192 milioni, +11% in un anno. Milano pesa il 37,1% dell’export regionale, la seguono Bergamo con il 14,3% e Lodi con l’11,7%. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat al quarto trimestre 2016 e 2015.

In Laboratorio 600 test all’anno. Olio di girasole al posto dell’olio di argan o dell’olio di mandorle dolci, presenza di nichel, cromo o cobalto su prodotti per l’igiene personale o detergenti per bucato ed ammorbidenti che nell’etichetta dichiarano di essere “Nichel testato” o “Nichel, Cromo, Cobalto testato” o la presenza di fragranze allergeniche in quantità superiori ai limiti previsti da legge in profumi e profumatori per ambiente: sono alcuni dei risultati delle analisi effettuate dal laboratorio cosmetica di Innovhub SSI, azienda speciale della Camera di commercio di Milano sui prodotti cosmetici. Controlli effettuati per conto delle aziende italiane del settore che vogliono fornire un certificato a prova di quanto riportato in etichetta o verificare il prodotto del fornitore.

Il settore cosmetico in Lombardia: sono 409 le imprese attive in regione nel settore della fabbricazione di profumi e cosmetici, il 31,4% delle 1.304 imprese italiane. La metà delle imprese lombarde è a Milano che con 203 imprese (49,6% lombardo e 15,6% italiano) è prima in Italia per attività, quasi il triplo di Roma (seconda con 79 imprese, 6,1% italiano) e il quadruplo di Firenze (terza  con 53 e 4,1%). In Lombardia, dopo Milano, vengono Bergamo (40), Brescia e Varese (31 ciascuna) mentre per crescita prime sono Mantova (+6,3%), Milano (+3%) e Bergamo (+2,6%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese.

 

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