Sempre più donatori sostengono il Centro Pime di Milano

"Con 15.709 donatori abbiamo potuto realizzare 44 progetti di sviluppo e sostenere 12.036 bambini nei Paesi più poveri del mondo con la maggiore trasparenza possibile" ha dichiarato il missionario padre Mario Ghezzi

Padre Mario Ghezzi, direttore del Centro PIME di Milano, tira le fila di un anno di impegno missionario e dichiara: “Desideriamo prima di tutto ringraziare i nostri donatori più affezionati che, nonostante le difficoltà economiche del momento, anche nel 2018 ci hanno aiutato nei nostri progetti e nelle adozioni a distanza. Sono stati 15.709 i benefattori a fronte di 44 progetti di promozione umana e 12.036 bambini da far crescere nei Paesi più poveri del mondo”.

C’è anche la soddisfazione di aver saputo rispondere per tempo e concretamente al bisogno di trasparenza e di fiducia della gente con il sistema di tracciabilità online “Segui il tuo euro” (icona sul sito www.pimemilano.com). “Qui – spiega Andrea Ferrari, segretario generale di Fondazione PIME Onlus – il donatore può facilmente avere il controllo di ogni passo del ‘tragitto’ che le somme donate compiono per arrivare alla destinazione prescelta; può vedere come sono state utilizzate attraverso la scheda e la rendicontazione del progetto e stampare le ricevute fiscali dei versamenti. Questo sistema, creato addirittura in era pre social, è stato molto apprezzato dai nostri donatori, che meritano la maggiore trasparenza possibile”.

Ne è prova il fatto che anche nel 2018 lo ha utilizzato circa il 22% dei benefattori, pari a 3.411 persone.

“Segui il tuo euro” è nato per rispondere a tre domande che normalmente i benefattori si pongono rispetto alla loro donazione: “Arriverà al progetto, quanto arriverà, e come sarà utilizzata?”, e nel tempo è stato ulteriormente implementato per aggiungere funzionalità e renderlo sempre più fruibile.

Ecco l’offerta del Centro Pime di Milano in sintesi: il Museo Popoli e Culture (con una collezione di circa 4.000 beni provenienti dai continenti extra-europei), l’Ufficio Educazione alla mondialità (92.000 partecipanti annui alle attività), la biblioteca (42.000 volumi con catalogo anche online), il teatro (con circa 100.000 utenti), i convegni e le conferenze, i siti e la rivista “Mondo e Missione”, la più antica rivista missionaria del Paese, i cammini dell’animazione (con 600 giovani), le iniziative per parrocchie e oratori, ecc. Molto frequentato anche il negozio PIME, con i prodotti del commercio equo, etico e solidale, gli alimentari, i prodotti dai monasteri, gli articoli religiosi, la libreria (acquisti anche online su negozio.pimemilano.com). Il PIME finanzia progetti di sviluppo (44 nel 2018) in 18 Paesi e sostiene a distanza 12.036 bambini, ed infine eroga borse di studio per studenti universitari (62 lo scorso anno) segnalati dai suoi missionari. I progetti sono promossi dall’Ufficio Aiuto Missioni (UAM) che fa capo alla Fondazione Pime Onlus.

Padre Mario Ghezzi

Il PIME – Pontificio Istituto Missioni Estere – fu fondato nel 1850 da mons. Angelo Ramazzotti ed è una società di vita apostolica di laici e consacrati, presente in Italia e in 18 Paesi, con 460 missionari che dedicano la vita all’annuncio del Vangelo e alla promozione umana di migliaia di persone nelle periferie del mondo. A Milano, il Centro PIME, fondato nel 1962, è un luogo storico di incontro, scambio, riflessione e solidarietà, in uno spirito di testimonianza del Vangelo, servizio ai poveri e dialogo con le culture. I direttori che si avvicendano sono sempre missionari. Lo stesso padre Mario Ghezzi è stato missionario in Cambogia per 17 anni come racconta nel suo libro di memorie “Il Vangelo in risaia. Lettere dalla Cambogia” (Ass. Pimedit).

Per il 2019 padre Mario Ghezzi annuncia: “Verrà inaugurato il nuovo Centro PIME che vuole diventare un polo di animazione culturale e missionaria, non solo per la città di Milano, ma per l’Italia intera, dove aspettano il pubblico nuovi progetti di sviluppo, un museo, una biblioteca, un negozio rinnovati, una nuova stagione teatrale, una caffetteria e spazi di socialità aperti a tutti, per condividere il cammino dei missionari nel mondo”.

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