Sempre domenica, inno giovanile alla speranza

A Milano lo spettacolo teatrale della compagnia Collettivo Controcanto, che nel 2017 ha vinto il premio In-Box dal Vivo 2017

È dedicato al tema del lavoro “Sempre domenica”, quarto spettacolo della rassegna di teatro contemporaneo “Nuove Storie. Potere Politica Passione” che si è terminata il 28 giugno al Teatro Elfo Puccini di Milano.

“Sempre domenica” del Collettivo Controcanto indaga il tema del lavoro non tanto dal punto di vista economico e politico in senso stretto, quanto favorendo l’analisi sociologica e psicologica delle conseguenze del precariato, della sottoccupazione, della disoccupazione.

Che fine fanno i sogni di una generazione abituata alla rassegnazione? In che misura la qualità delle nostre esistenze è influenzata da ritmi di lavoro frenetici e usuranti? C’è spazio per la felicità nella società neocapitalista? Questo sembra chiedersi lo spettacolo ideato e diretto da Clara Sancricca attraverso le vicende di un gruppo di trenta-quarantenni della cosiddetta classe media, quella che pare essere scomparsa dai dibattiti politici e che viene sempre più spesso assimilata al sottoproletariato con cui condivide reddito e grado d’insoddisfazione.

Una scenografia composta unicamente da sei sedie di diverso modello e grandezza, disposte una accanto all’altra di fronte al pubblico: una dimensione di orizzontalità che riflette quella dei salari, delle aspirazioni tradite, delle speranze frustrate dei protagonisti.

Che cos’hanno in comune la storia di una segretaria di un grande studio legale che ha rinunciato a sfruttare la propria laurea in beni culturali per avere uno stipendio dignitoso, e quella di un giovane operario che si scontra con i tagli di personale decisi dall’azienda? E che cosa separa un’impiegata di un supermercato h24 che a causa dei turni massacranti non riesce e godersi la famiglia e un giovane ricercatore universitario costretto a cercare lavoro fuori del proprio ambito?

Il filo che unisce vite così distanti c’è: l’insoddisfazione, l’aver accorciato drasticamente l’orizzonte dei propri sogni, una carriera accademica che non approda a nulla, la voglia di maternità o semplicemente il senso di giustizia.

“Sempre domenica” è un lavoro di drammaturgia collettiva.  È un gioco d’incastri perfetto, fatto di dialoghi serrati, dinamici, freschi, sorretti da una buona base di realismo che nulla concede alla retorica né a soluzioni semplicistiche. I sei attori intraprendono in gruppi di due o tre alla volta micro-dialoghi puntualmente interrotti da altri dialoghi riguardanti altre situazioni, per poi essere ripresi esattamente dove erano stati lasciati. È una drammaturgia che pesca a piene mani nel quotidiano: lo sfruttamento, i turni alienanti, la rinuncia ai propri desideri, il deterioramento delle relazioni familiari, sentimentali e affettive, i danni psicologici provocati dal lavoro ai tempi della crisi.

Insomma, “Sempre domenica” non risparmia nulla dello scenario catastrofico di questi anni. Eppure il quadro che ci offre non è così cupo. La dimensione tragica è stemperata grazie all’amara ironia di fondo, resa efficace dall’uso del linguaggio popolaresco e di espressioni romanesche. Sul fondo di queste vite dimesse si avvertono moti di ribellione a un sentiero che sembra già tracciato ed echi di speranza in chi prova a intraprendere la strada impervia del cambiamento. Colonna sonora di quest’Italia giovane e precaria è il singolo di Vasco Rossi “T’immagini”, il cui ritornello dà il titolo all’opera: cantato dagli interpreti, suona come un inno di speranza.

La regia di Clara Sancricca punta su un ritmo serrato, cambi di “scena” veloci affidati alla capacità degli attori. In scena un gruppo d’interpreti affiatato (Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Giorgio Stefanori) che passano rapidamente da un personaggio all’altro interpretando in poco più di un’ora circa tre personaggi ciascuno.

“Sempre domenica” è un lavoro fresco, non tanto per l’età anagrafica della compagnia, quanto per lo sguardo critico verso il neocapitalismo sfrenato, vorace verso il mondo contemporaneo, ostinatamente teso verso un futuro migliore.

Laura Timpanaro

 

 

SEMPRE DOMENICA

Nuove Storie. Potere Politica Passione

ideazione e regia Clara Sancricca

drammaturgia Collettivo Controcanto

con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Giorgio Stefanori

produzione Collettivo Controcanto in coproduzione con Progetto Goldstein

spettacolo vincitore In-Box dal Vivo 2017

 

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