Scuola primaria, genitori spaventati, dalle maestre

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I contatti col mondo della scuola sono per me inevitabili, per lavoro. Mai come ora mi arrivano genitori spaventati. Da maestre – asilo, pardon, scuola d’infanzia, o elementari, cioé primaria di primo grado – che allertano su disastri psichici dei bambini. Deficit di attenzione, quadro autistico, Asperger, iperattività…almeno, visto che queste vogliono fare i detector psichiatrici, si leggessero bene i manuali che non mancano, anche se non gli competono.

Sperano, anche fuori dai denti, nell’omaggio di un sostegno alla classe, giustificato dalla patologia di un allievo. Devo dire che spesso una classe è ingestibile, visto che in ossequio all’inclusione si mescolano bambini in realtà incompatibili con la maggioranza degli allievi e con l’ambiente scolastico. Sarebbe più credibile e opportuno, però, che, magari al posto dei cortei genericamente contro alle frequenti riforme della scuola, gli insegnanti si unissero per il rientro del buon senso, anche nella composizione delle classi e per una revisione del concetto di inclusione.

Invece si spaventano i genitori, li si indirizzano a specialisti con laurea che talora, almeno per i “casi” che spesso mi giungono, sparano diagnosi sbagliate. Quasi tutti i bambini  portati da genitori tremanti sono perfettamente normali. Ma si muovono più di quanto aggradi ai maestri. Non obbediscono, idem. Si annoiano (come li capisco) a ripetizioni di nozioni già note. Non hanno voglia di fare i compiti, dopo che un numero improponibile di ore a scuola. Ma sono bambini normali. Quanto ai maestri, generalmente mancano di  parametri. I bambini sono troppo o troppo poco. Attenti. Fermi. Socializzanti. Obbedienti.  Troppo o troppo poco rispetto a cosa? Non specificato. A quanto pare, si spera in una diagnosi tranquillizzante. Non tranquillizzante per il bambino, che nella nuvola di sospetti di patologie patologico si sente anche quando non lo è. Tranquillizzante per chi invece di mettere in discussione se stesso preferisce sperare in disturbi di chi non sa gestire ed entusiasmare alla scuola.

Finalmente qualcuno se ne sta accorgendo, ad esempio Frank Furedi, professore di Sociologia, che scrive: “Se l’attuale tendenza continua, presto ci sarà poca differenza tra una scuola e una clinica per malattie mentali…Se 20, 30 ,40 anni fa qualcuno avesse acceso i fari sui nostri errori e comportamenti, a quanti di noi e dei nostri compagni sarebbero stati diagnosticati DSA o ADHD? Eppure ce l’abbiamo fatta, le nostre carriere non sono state stroncate, i nostri sogni non sono stati buttati nella spazzatura.
Quella che è stata fatta è una Riforma strisciante della Didattica, studiata astutamente, e supportata da un accurato piano di marketing. Come è stato apertamente dichiarato dagli stessi artefici di campagne mediatiche che hanno portato all’approvazione della legge 170/2010 sui Disturbi Specifici dell’apprendimento”

Sta di fatto che questi interventi inopportuni e ignoranti fanno danni, togliendo ai bambini fiducia in sé e didattica vera, ai genitori serenità, a tutti la formazione che è il vero unico dovere della scuola. Perfino Daniela Lucangeli, professore ordinario di psicologia dello sviluppo e dell’educazione e prorettore dell’università di Padova, dichiara: “fa comodo a tutti dare una diagnosi”. Ecco. E anche i genitori, si vergognino di non vedere i propri bambini. Una malattia psichiatrica si riconosce, anche se non le si sa dare un nome. Si riconosce osservando ed ascoltando un bambino. E solo in questo caso, dopo accurato screening, ci si deve rivolgere a specialisti veri. Che non fanno le maestre.

Federica MormandoFederica-mormando

psicoterapeuta e psichiatra

 

 

 

 

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