“Riflesso di Semmelweis”, chi era costui? Il medico che capì l’importanza del lavarsi le mani

Le sue idee erano state respinte dalla comunità medica, come spesso accade per le innovazioni, a dispetto di ogni dato di realtà e di sperimentazione

Mi sono ricordata di un medico attento, geniale, acuto e serio ricercatore, suo malgrado divenuto un eroe della scienza e poco dopo, sempre suo malgrado, un martire. Ignaz Semmelweiss, nato nell’allora Ungheria (ora Austria) specializzato in ostetricia a metà del 1800.

Osservando come le morti per febbre puerperale (dopo il parto) fossero ben più numerose per le donne esistite da chi era venuto a contatto con i cadaveri, per le autopsie, che da chi con i cadaveri non aveva nulla a che fare, istituì una politica di utilizzo di una soluzione di calce clorurata ( ipoclorito di calcio ) per lavarsi le mani tra il lavoro dell’autopsia e l’esame delle pazienti. Il risultato fu la scomparsa delle morti da febbre puerperale. La sua ipotesi che tutto ciò che importava era la pulizia, pulizia all’epoca largamente ignorata, fu rifiutata o ridicolizzata. Addirittura Semelweiss fu espulso dall’ospedale viennese dove lavorava e molestato dalla comunità medica di Vienna, per essere poi costretto a trasferirsi a Budapest.

Indignato, iniziò a scrivere lettere aperte e sempre più arrabbiate a importanti ostetrici europei, a volte denunciandoli come assassini irresponsabili.

Il risultato fu che nel 1865, quasi vent’anni dopo la sua scoperta, fu internato in un manicomio, probabilmente per la depressione rabbiosa dovuta all’umiliante e becera opposizione subita, dove morì di setticemia, probabilmente per una ferita dovuta alle botte delle guardie e infettatasi.

Le sue idee erano state respinte dalla comunità medica, come spesso accade per le innovazioni, a dispetto di ogni dato di realtà e di sperimentazione. Inoltre, il suggerimento di lavarsi le mani suonava offensivo sai medici, perché offensivo era ritenere che le loro mani potessero essere impure. Il rifiuto di teorie, idee, comportamenti al di fuori delle consuetudini corre in tutta la storia, compresa quella che stiamo scrivendo adesso. Hanno più effetto gli slogan e le suggestioni il politicamente corretto rispetto alle idee geniali, oggi anche al buon senso, a dispetto delle conseguenze terribili su migliaia di persone. Questo rifiuto è stato chiamato proprio “riflesso di Semmelweis”; un uomo cui tante donne hanno dovuto la vita in un secolo scientificamente  – credo – più buio del nostro,  un uomo il cui nome dovrebbe essere conosciuto e rispettato. Ma non è così.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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