Reggio Calabria, continua l’estate di Leonardo Da Vinci

Artisticamente gustosa, percorsi enogastronomici all’insegna della magia nello splendore dello dello Stretto

Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati. E là vorrete tornare”. (Leonardo Da Vinci). E guardare il cielo dai bastioni del Castello Aragonese di Reggio Calabria, è sicuramente più romantico se la vista è accompagnata da buon cibo e vino. Altro percorso enogastronomico e al contempo artistico, si è svolto nei giorni scorsi. L’azienda Le Fate dello Stretto ha presentato l’evento all’insegna del cibo e del vino, per celebrare in piena estate “La Vigna di Leonardo”. Il Festival è stato realizzato in partenariato con il Comune di Reggio Calabria, grazie al presidente Giuseppe Mazzacuva.
“Vino, cibo e arte sono connubi indissolubili, in una terra come la Calabria – afferma Giuseppina Paladino, amministratore unico de Le Fate dello Stretto -. Da sempre infatti artisti di vaglia hanno unito le vivande con il piacere e il peccato di gola. Quello a cui puntiamo noi: cultura e momenti conviviali”.
E sin dalle origini, l’iter storico della pittura e della scultura è costellato da un alto tributo nei confronti del cibo e del vino: le nozze di Cana, la cena a casa di Simone o l’Ultima Cena. Proprio l’Ultima Cena, raffigurazione estremamente emblematica e spesso presa come modello. Il pesce e l’agnello affiancano il pane e il vino eucaristici. Durante il Rinascimento, i dipinti e gli affreschi che accentuano il significato del cibo e lo raffigurano come elemento (o soggetto) sono tantissimi. Molti i banchetti dove i commensali godono del vino, del buon mangiare e della musica. La pittura diventa cronaca reale ed efficace, quasi una sorta di scatto fotografico d’antan, che testimonia l’opulenza culinaria e il compulsivo desiderio di conseguirla.
Leonardo Da Vinci, quindi, considerato l’archetipo del genio universale, dedicò tre anni della sua vita all’Ultima Cena. Poiché l’artista, ebbe per tutta la vita una passione incondizionata per la cucina. Vegetariano secondo alcuni biografi, innovatore, sperimentatore in campo culinario come in mille altri, Leonardo fu per molti anni Gran Maestro di feste e banchetti alla corte degli Sforza, a Milano. Le ricette elaborate da Leonardo, come molte delle sue invenzioni del resto, sarebbero tuttavia risultate troppo innovative e non avrebbero fatto breccia nel cuore (e soprattutto nello stomaco) dei commensali…
“Noi vogliamo però essere concreti – conclude Giuseppina Paladino -. Cibo e vino veri. In un castello vero. Perché i nostri vini rappresentano la vera essenza del Meridione”.

Vincenzo Di Dia

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