Psicologia: ambasciator non porta pena? Falso, lo dice una ricerca

Uno studio del Journal of Experimental Psychology ha evidenziato come le persone, nella maggior parte dei casi, tendono a considerare come soggetti negativi coloro che sono portatori di cattive notizie

Ambasciator non porta pena? Per una ricerca è falso. Degli studi eseguiti dal Journal of Experimental Psychology hanno infatti riscontrato che le persone, nella maggior parte dei casi, tendono a considerare come soggetti negativi coloro che sono portatori di cattive notizie, anche nell’ipotesi in cui stiano semplicemente svolgendo il compito innocente di messaggeri, senza avere alcuna finalità ulteriore.

Sono stati undici gli esperimenti del team di ricerca che ha esaminato il modo in cui le persone rispondevano quando prendevano parte o immaginavano una situazione in cui qualcuno consegnava cattive o buone notizie.

In uno scenario, ad esempio, il team di studiosi ha immaginato un’ipotesi nella quale alcune persone avessero un appuntamento in ospedale, dal quale hanno ricevuto sia buone che cattive notizie in merito ad una possibile forma cancerogena, rilevata in seguito ad una biopsia effettuata sulla pelle. L’ipotesi prevedeva la presenza di due persone, due infermiere nella fattispecie, delle quali una aveva il compito di comunicare alle persone la notizia e l’altra invece doveva semplicemente prendere un successivo appuntamento di follow-up per tenere sotto controllo la situazione. Nel momento in cui alle persone che hanno ricevuto la notizia, è stato chiesto di fornire un giudizio sulle due infermiere, solo l’infermiera “messaggera” è stata giudicata meno simpatica e meno competente quando le notizie erano cattive.

Il giudizio negativo verso una persona che ha il compito di comunicare una notizia è stato altresì confermato anche in situazioni in cui era palesemente chiaro che il messaggero non poteva avere alcuna responsabilità sull’evento negativo. Lo scenario tipico è stato quello dell’assistente di volo che viene chiamato a informare i passeggeri in attesa della partenza che quest’ultima sarà ritardata di un periodo abbastanza lungo a causa di un problema tecnico.

Secondo il portale  italiano PsicologiOnline.net, questa ricerca suggerisce che provare “antipatia” verso i messaggeri di brutte notizie ha una base reale nel modo in cui soggettivamente le persone agiscono e vivono le situazioni quotidiane.

Sembra derivare dal desiderio di trovare un senso a situazioni negative o inaspettate e dalla necessità ad addossare la colpa agli altri, attribuendo erroneamente intenzioni malevoli ai portatori innocenti di cattive notizie, come se lo facessero per renderci più infelici o procurarci un disagio, anche se poi questo in realtà non corrisponde assolutamente al vero.Purtroppo, queste tendenze psicologiche rendono molto più difficile l’esistenza non solo per la persona che riceve la cattiva notizia ma anche per colui che è chiamato spesso all’arduo compito di comunicarla

Raffaele Biglia

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