Prova costume, gli italiani in cerca su Google della dieta migliore

Secondo i dati raccolti da SEMrush, piattaforma per gestire la visibilità online, la rigida chetogenica è la cura dimagrante più cliccata. Al secondo posto la controversa Dukan seguita dalla dieta mediterranea, patrimonio immateriale dell’Unesco

L’estate è alle porte e la temuta prova costume si avvicina inesorabilmente. Molti sono ora alla ricerca della dieta migliore per porre rimedio agli sgarri culinari dell’inverno. Secondo SEMrush, la piattaforma per gestire la visibilità online che analizza le ricerche effettuate dagli utenti, la cura dimagrante più ricercata online è la chetogenica che in un anno ha visto duplicare il numero di query (interrogazione di un utente a un database) su Google da 33 mila a oltre 74 mila.

La dieta chetogenica è un regime alimentare che esclude quasi totalmente i carboidrati dai pasti, aumentando, di contro, le proteine e i grassi e garantendo così un calo ponderale. Il consiglio è di seguire questo percorso, molto difficile da rispettare, per un periodo limitato nel tempo.

Al secondo posto si trova la dieta Dukan che pare aver perso appeal dallo scorso anno, passando da 49.000 risultati ad aprile 2018 a poco più di 30.000 nel marzo 2019.  Questo regime alimentare controverso, inventato dal medico francese Pierre Dukan (radiato dall’ordine dei medici francesi nel 2012) predilige le proteine e non si addice a vegani e vegetariani, avendo alla base alimenti di origine animale. Inoltre tende a non fornire una corretta educazione alimentare.

Al terzo posto delle ricerche l’intramontabile dieta mediterranea, stabile con una media di 23.533 ricerche mensili attraverso il web. Questo stile alimentare si basa sulle tradizioni dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, che pongono alla base della piramide alimentare i cereali e le patate: fonte di carboidrati complessi e di fibre. Prevede infatti un largo utilizzo di pasta, pane ortaggi e legumi con un frequente apporto di pesce, formaggi e latticini, in genere. Olio d’oliva frutta e carni, bianche e rosse, prevedono un consumo ponderato. Poiché coinvolge i valori della terra e il dialogo interculturale, è stata inserita nel patrimonio immateriale dell’Unesco.

Uno dei paladini storici della dieta mediterranea è stato il prof. Italo Richichi, primario di cardiologia al Policlinico di Pavia scomparso nell’agosto scorso. Il professore, specializzato anche in scienze dell’alimentazione, ha scritto un libro (https://www.amazon.it/Dieta-mediterranea-riferimento-Calabria-Richichi/dp/8891178799) per promuovere un regime alimentare sano in grado di prevenire l’insorgere di patologie e migliorare la qualità della vita.

 

Raffaele Biglia

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