Politica, le tendenze del potere spiegate a Milano da Giorgio Galli e Mario Caligiuri

Il populismo si radicalizzerà e le multinazionali finanziarie aumenteranno le disuguaglianze

MILANO – La politica è cominciata a decadere agli inizi del Novecento con l’avvento delle multinazionali finanziarie. Oggi il fenomeno si è solo ampliato e reso visibile. Queste sono le considerazioni emerse durante la presentazione del libro di Giorgio Galli e Mario Caligiuri “Come si comanda il mondo. Teorie, volti, intrecci”  edito da Rubbettino, tenutasi il 4 dicembre e presentato al Centro Culturale di Milano. La manifestazione è stata introdotta da Camillo Fornasieri e coordinata dal giornalista de “Il Foglio” Ugo Bertone. Per Giorgio Galli le tendenze di fondo dei cambiamenti sociali sono rappresentate dalla decadenza dell’idea di uguaglianza, collegata con l’ideologia mercatista che trova una plastica rappresentazione nella definizione del prodotto interno lordo, elaborato da economisti promossi dal potere finanziario. Per il decano dei politologi italiani, il controllo delle classi manageriali rappresenta il tema centrale delle democrazie del XXI secolo. Infatti, questi esclusivi ceti vengono individuati o tra i discendenti dalle grandi famiglie capitalistiche o per cooptazione tra soggetti che, da una ricerca americana sulle caratteristiche psicologiche, presentano accentuate tendenze al narcisismo, machiavellismo e schizofrenia e che quindi avvantaggiano prevalentemente sé stessi e non la collettività.

Su quello che potrebbe accadere in Italia, se il disagio sociale non trovasse a breve risposte dalle politiche governative si è soffermato Mario Caligiuri, ipotizzando, tra le varie possibilità, che si potrebbe assistere a breve a una ulteriore radicalizzazione degli annunci delle proposte di governo. Inoltre, ha evidenziato la notevole asimmetria tra stati legali e poteri criminali e finanziari fuori controllo, che trova nella diversa selezione delle élite probabilmente la causa più preoccupante. Per Caligiuri, che ha attualizzato le tesi di Arjun Apadurai, siamo difronte a un cedimento linguistico che non solo ha concorso a provocare la crisi economica mondiale del 2008 ma anche l’aumento dello spread in Italia, dovuto essenzialmente a dichiarazioni politiche che finora hanno comportato costi economici superiori di dieci volte degli importi previsti in finanziaria per le proposte governative. Gli autori hanno poi risposto alle numerose domande del pubblico che hanno riguardato il fenomeno delle fake news, le agenzie di rating, il ruolo dell’educazione e il ruolo dell’intelligence, temi che il libro edito da Rubbettino tratta in modo approfondito. Tra i partecipanti alla manifestazione è intervenuto Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale.

Maria Luisa Cesetti 

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