Parigi, a Pigalle l’irriverente fa rima con chic

C’è un quartiere, nel cuore della Capitale, in cui perversione, malizia e licenzioso si mescolano al bon ton

PARIGI – Sacro e profano. È Pigalle, quartiere della capitale francese tra il 9° e il 18° arrondissement. Il nome, che deriva dallo scultore Jean-Baptiste Pigalle (1714-1785), indica la zona conosciuta per essere il quartiere dei negozi degli articoli erotici, anche se, negli ultimi anni, è in atto una trasformazione che sta rendendo il quartiere sempre più alla moda, con negozi biologici, ricercati negozi di specialità alimentari e atelier. Punto di riferimento in tutto il mondo dello scenario a luci rosse, Pigalle ha da sempre mantenuto la fama di luogo di divertimento per soli adulti della capitale già dalla seconda guerra mondiale. I soldati alleati erano infatti soliti recarsi in questo quartiere per intrattenersi con prostitute e spettacoli di cabaret.

Glamour, chic, sofisticata e quasi altera di giorno, di notte Parigi qui cambia anima e pelle, animandosi di luci e colori. Colore della passione, dell’amore, dell’eros, del Moulin Rouge. Il rosso è il colore di Pigalle. Centro pulsante della movida notturna parigina, Pigalle è meta di turisti che, ogni anno, ogni giorno, decidono di scoprire un angolo nascosto nel firmamento di Parigi. Di notte, Pigalle spalanca le sue braccia alla notte, si anima di volti, luci e colori, sorprende con cartelloni pubblicitari ricchi di immagini di nudo integrale, sia maschile che femminile, con locali di striptease dal nome ambiguo e allusivo, bar e ristoranti per coppie dedite allo scambismo, spettacoli di cabaret incentrati sul burlesque, centri commerciali esclusivamente per adulti, vetrine animate con corpi nudi in esposizione. Si, Pigalle è il tempio parigino della trasgressione.

Qui, le Cafè de L’Enfer – Il caffè dell’inferno – è un baluardo della Parigi più pittoresca e stravagante: la Parigi del Burlesque e del Cabaret, la Parigi della trasgressione, del divertimento notturno e dei mille colori. Questo cabaret ha aperto i battenti verso la fine del 19° secolo, attirando fin a subito una clientela colta, intellettuale e vivace, che apprezzava l’ironia del “gentiluomo che si gusta un aperitivo all’inferno!”, oppure, per dirla con le parole del celebre autore Oscar Wilde: “Heaven for the Weather, Hell for the company” (Il paradiso per il tempo, l’inferno per la compagnia). Un posto magico, tra il comico e il tragico. Il tema dell’inferno richiamava una vera e propria ritualità all’interno del locale. L’ingresso era composto dalla bocca spalancata di un mostro e al suo interno i camerieri erano vestiti da diavoli e i clienti giocavano il ruolo dei “peccatori”. La sala principale aveva l’aspetto di una grotta le cui pareti erano decorate con altorilievi raffiguranti mostri e dannati. Durante e dopo la cena, si poteva assistere a spettacoli a tema, immersi in un’atmosfera composta da fumo, fiamme e grida di terrore.

Sicuramente conosciuta più per i locali notturni, non tutti sono però a conoscenza che Pigalle si sta trasformando sempre più in un quartiere alla moda, chic, sempre più ricercato, ricco di boutiques, studios, negozi biologici, boulangerie e finissime patisserie.  E, sullo sfondo di un Moulin Rouge immutato e bohemien, accarezzati dalle languide occhiate delle entreneuse, corteggiati da affascinanti seduttori, inebriati dall’atmosfera carica di sensualità, nel mondo accattivante di Pigalle, tutto è permesso.  Anche solo per una notte.

Alessandra Pirri

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