Paola, interessante convegno sul tema “La violenza senza genere nella crisi della famiglia”

Grande partecipazione all’incontro tenutosi presso il Centro Laboratoriale Antonio Eboli  ai sette canali di Paola, sul tema “La violenza senza genere all’interno della famiglia”. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Artemisia Gentileschi in collaborazione con l’Associazione Corto Circuiti, l’Ordine degli Psicologi della Calabria e l’Ordine degli Avvocati.

Un pomeriggio di formazione per gli addetti ai lavori ma anche un modo per rendere accessibili ai cittadini informazioni su un tema delicato, quello dei figli e dei conflitti di genitorialità.

L’associazione Artemisia, ha deciso di porre attenzione anche a questi temi e lo ha fatto con degli ospiti e dei formatori che conoscono bene questo argomento. Una tavola rotonda e di confronto molto interessante. Difatti si è parlato della famiglia in crisi e di quando, tra le maglie (forse troppo larghe) della legislazione sull’affido condiviso, si insinuano forme di violenza che prescindono dal genere e hanno soltanto un tipo di vittima certa: i bambini.

Presente all’incontro anche il commissario del Corpo di Polizia di Paola, Domenico Lanzaro.  Nei saluti iniziali l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Paola, Marianna Saragò, ha ricordato quanto Artemisia stia lavorando su questi temi e come a tal proposito, sia stata siglata la convenzione tra il Comune di Paola e Artemisia per la gestione del Centro Antiviolenza comunale. Inoltre è stato anche proposto all’Associazione di attivare uno sportello di ascolto e supporto per la bigenitorialità.

Ha aperto il tavolo di discussione Michele Arnoni, cofondatore insieme a Walter Buscema dell’Associazione “Nessuno tocchi papà”. Un discorso e una analisi sui padri separati, che oggi sono tanti e che non riescono a vedere i loro figli e, quindi, a instaurare con loro un rapporto. Padri che sempre più spesso dopo una separazione non riescono ad andare avanti economicamente e che decidono di suicidarsi anche in virtù di quel rapporto mancato con i figli. L’associazione Nessuno tocchi papà, ha spiegato Arnoni, è nata proprio da una esperienza personale di Walter Buscema, lui stesso un padre separato.

Molto interessante è stato l’intervento di Gianni Casale, ideatore del Progetto Anthea, prima app per gestire la conflittualità genitoriale, una soluzione  innovativa e tecnologica che permette concretamente di mitigare la conflittualità molto spesso prodromica di forme di violenza vera e propria.

Una novità che potrebbe essere utile a mitigare il problema della bigenitorialità e dell’affido condiviso che porta anche a discussioni molto accese tra i due ex coniugi: intercettare la realtà genitoriale attraverso questa applicazione, caricando sulla piattaforma tutte le informazioni inerenti il bambino: dai pagamenti delle spese scolastiche o sanitarie agli album fotografici, alle informazioni più semplici e quotidiane coinvolgendo anche i nonni, che spesso si trovano loro malgrado a essere allontanati dai nipoti in  casi di affidi condivisi. C’è un invio automatico di tutto ciò che è postato da uno dei genitori e quindi qualsiasi informazione resta sulla piattaforma e non può essere cancellata.

Il magistrato del tribunale di Paola Franco Caroleo, ha invece approfittato dell’incontro per fare alcune riflessioni giurisprudenziali sulla violenza assistita con particolare riferimento ai minori, con un vero e proprio inquadramento legislativo. Dati esperienziali analizzati alla luce di casi realmente accaduti di violenza assistita. Nel suo intervento ha riportato anche “La Convenzione di Istanbul” documento di natura internazionale, utile per confrontarsi. Caroleo ha poi parlato dell’affido condiviso e dell’affido alternato, considerando che se un figlio è allocato presso la madre, non significa automaticamente che il padre debba essere totalmente escluso dalla sua vita, anche sulle decisioni quotidiane.

Lo psicologo e psicoterapeuta, Marco Pingitore,  ha invece affrontato il tema della alienazione parentale, forse poco conosciuta, spiegando  quella che generalmente è la sua attività di consulente e psicoterapeuta. L’alienazione parentale non è una sindrome, una patologia o una malattia ma un concetto giuridico. E’ una condotta del genitore collocatario che ostacola il rapporto di frequentazione dell’altro genitore con il figlio, attraverso una serie di condizionamenti psicologici- pressioni e comportamenti ambigui che confondono il bambino, che vive un vero e proprio conflitto di realtà.  L’alienazione parentale è infatti declinata nell’articolo 337 ter e identifica il diritto del figlio ad avere rapporti equilibrati con entrambi i genitori.  Pingitore ha poi parlato dell’affido condiviso e di quanto  sia molto lacunoso e un completo fallimento.

Sono intervenuti anche Massimo Florita  e la vcepresidente della Camera Civile di Paola Monica De Carlo, entrambi impegnati nella tutela della bigenitorialità. A conclusione dell’incontro, è stata letta  una lettera scritta dal giornalista e scrittore del “Gazzettino di Sicilia” Ettore Zanca, carica di significato ed emotivamente coinvolgente. La presidente dell’Associazione Artemisia Gentileschi, Rosangela Cassano, ha poi ricordato i prossimi appuntamenti: il 25 aprile sarà ospite a Paola Lidia Vivoli, una donna sopravvissuta alle violenze del suo ex che porterà la sua testimonianza e il 22 maggio, in occasione dei 40 anni dall’approvazione della legge sull’aborto, si terrà una giornata di riflessione con la partecipazione del professore di diritto costituzionale Andrea Morrone e Maria Antonietta Farina Coscioni.

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