Otto Marzo, Genova si colora di rosso per il Flashmob ideato da Alessia Ramusino

Non è il giallo della mimosa a colorare l’Otto Marzo di Genova ma, il rosso indossato dalle donne chiamate a raccolta nel Flashmob ideato da Alessia Ramusino, artista internazionale che ha portato in Italia le melodie della sua terra d’origine: l’Iran.

Alessia Ramusino

“A quelle sonorità mi sono ispirata  – dice Alessia Ramusino -, per la colonna sonora del flashmob di oggi, avendo vissuto in prima persona il traumatico cambiamento nel mio paese quando le donne da una condizione di grande libertà hanno dovuto mettersi il velo imposto dagli ayatollah. Yallah, la canzone che ho composto subito dopo l’omicidio di  Melania Rea nel 2011, era rimasta nel cassetto ma, dopo le terribili vicende che ogni giorno finiscono sui giornali, ho deciso di proporla come contributo ad una cultura fondata essenzialmente sul rispetto e la tolleranza. Sono certa che il messaggio della musica sia più forte di qualunque parola.
Il colpo d’occhio è davvero suggestivo, sulla scalinata di Palazzo Ducale, nel cuore di Genova, si allarga un immenso fiore rosso che lungi dal festeggiare  il ricordo di una tragedia – quella in cui perirono le operaie di una fabbrica  agli inizi del ‘900 – vuole invece denunciare l’atrocità delle tante donne uccise, ferite, violentate, maltrattate in tutto il mondo.
Molte le associazioni genovesi che hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento, da Fidapa a 50&più a Kiwanis.
Tra le signore in rosso, Gabriella De Filippis  avvocato penalista. “Secondo me – ha detto – il reato di femminicidio, recentemente introdotto, non ha prodotto quell’effetto deterrente che ci si aspettava. Più che la repressione è fondamentale incidere sulla educazione tra i sessi a cominciare dalla primissima infanzia.
Rispetto e amore, queste le parole che hanno concluso l’appuntamento dell’ Otto Marzo 2019.

Alessandra Rissotto

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