Nasce LinguaLombarda.it, il sito della poesia milanese

Quando un dialetto fa sentire, in tutta la sua forza, che il popolo sa, nonostante tutto, parlare

“Varon, Magg, Balestrer, Tanz e Parin, cinqu omenoni proppi de spallera, gloria del lenguagg noster meneghin…”…scriveva Carlo Porta. E per celebrare il dialetto lombardo, vox populi, il Circolo Filologico Milanese, la più antica associazione culturale cittadina, annuncia che, a partire da mercoledì 20 dicembre, è online LinguaLombarda.it. Nato nell’ambito dei progetti di promozione della lingua lombarda attraverso le sue varietà locali promossi da Regione Lombardia, è interamente dedicato alla lingua lombarda, con la ­finalità di descriverla, circoscriverla e promuoverla, rendendo accessibili e fruibili, gratuitamente, testi raccolti in una grande biblioteca digitale, ma anche repertori bibliografici. Per sua natura, il sito è in progress. I suoi “scaffali” andranno, infatti, man mano riempiendosi, grazie alla preziosa e fattiva collaborazione di tutti quei soggetti che condividono, ciascuno con le proprie caratteristiche e modalità, la promozione della lingua stessa.

Perché anche Carlo Porta, autore milanese nato nel 1775 (o 1776) a Milano, poetava in meneghino. Dopo aver trascorso un periodo in Germania, torna in patria per dedicarsi al teatro dialettale e fonda a Milano, assieme ad altri, il Teatro Patriottico, oggi Filodrammatici. Noto soprattutto per aver tradotto la Divina Commedia in dialetto, Carlo Porta rappresenta la registrazione diretta della voce popolare. La scelta del dialetto, rivendicata con orgoglio e fortemente rappresentativa, le sue tematiche e il suo substrato ideologico, trovano un posto abbastanza singolare nel complesso affresco del Romanticismo italiano, di cui il Porta è considerato rappresentante: lontano dal gusto dell’eroico e del tragico, poco affascinato dal mondo medioevale, per lui Romanticismo significa soprattutto difesa della spontaneità della poesia, della comunicatività popolare del dialetto, dell’aderenza al mondo reale. Tra i suoi versi più celebri, la traduzione dell’enigmatico verso preso dall’inizio del 7° canto dell’Inferno dantesco “Pape Satàn, pape Satàn aleppe”, che nella versione milanese della Divina Commedia di Porta suona come una filastrocca per bambini: “Ara, bell’ara, discesa cornara”.

E LinguaLombarda.it vuole fare proprio questo: raccontare come la lingua della Regione sia nata non dalla corruzione della lingua italiana (come del resto tutti i dialetti), ma dall’evoluzione del latino parlato, volgare, nei vari luoghi. Nella sua fase iniziale, i contenuti inseriti nel sito riguarderanno la sola sezione dedicata al Milanese (Lingua lombarda > Lombardo occidentale > Milanese), con undici opere particolarmente significative nei rispettivi generi e un nutrito repertorio bibliografico:

 

– Ambrogio Maria Antonini, Vocabolario Italiano-Milanese (494 pp.)

– Claudio Beretta, A lezione di Grammatica milanese (184 pp.)

– Bonvesin da la Riva, De magnalibus urbis Mediolani, I grandoeur de Milan (144 pp.)

– Cesare Comoletti, I mestee de Milan (374 pp.)

– Cesare Comoletti, Giovanna Falzone, Dizionario gastronomico meneghino (240 pp.)

– Giorgio Guaiti, La vita è una schiscetta (192 pp.)

– AA.VV., A Milan parla anch i sass (144 pp.)

– AA.VV., Le leggende di Sant’Ambrogio con testo a fronte in milanese (96 pp.)

– AA.VV., Milan l’è grand l’è bell l’è viv (96 pp.)

– AA.VV., Milàn passaa present fantasii (144 pp.)

– AA.VV., Naviglio galeotto, Milan sciroeu de l’amor (144 pp.)

 

Alessandra Pirri

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