Napoli, nel Cimitero delle Fontanelle arrivano i turisti dell’estate 2018

Un luogo tra magia, esoterismo e tradizione che racconta misteri e stranezze di Napoli attraverso culti pagani non consentiti dalla Chiesa e la pietà delle abitanti della zona che nel tempo si sono prese cura dei più sfortunati 

Teschi in fila. E non solo. Arrivano le visite guidate di luglio/agosto al Cimitero delle Fontanelle di Napoli. Ogni sabato e domenica mattina (ore 10:00), è prevista una visita guidata pubblica con partenza da Porta San Gennaro ( piazza Cavour). Ex ossario che si sviluppa per più di 3000 mq, il Cimitero delle Fontanelle contiene i resti di un numero imprecisato di persone. Antico cimitero della città di Napoli, è chiamato in questo modo per la presenza in passato di fonti d’acqua. Si trova nella Sanità, uno dei quartieri più ricchi di storia e tradizione di Napoli. Il cimitero è noto perché quì si svolgeva il rito delle “anime pezzentelle”, ossia l’adozione e la cura da parte di un napoletano di un determinato cranio di un’anima abbandonata (detta appunto capuzzella) in cambio di protezione.
L’origine del Cimitero delle Fontanelle si fa risalire al 16° secolo ed è legata alla storia e soprattutto alle disgrazie del popolo napoletano. Dalle colline della parte alta di Napoli (oggi chiamate Colli Aminei), partivano quattro impluvi i quali, nel corso degli anni, hanno eroso i banchi tufacei portando giù a valle la cosiddetta “Lava dei Vergini”, colate di fango e detriti. Tale “lava delle vergini” per millenni ha eroso il vallone delle Fontanelle e della Sanità, creando le condizione ottimali per l’estrazione del tufo. La stessa strada Via Fontanelle costituisce il vecchio impluvio sulle sponde del quale sono dislocate numerose cave che fino al secolo scorzo hanno fornito mattoni di tufo per le costruzioni della città.
Prima del 16° secolo, c’era l’uso di interrare i corpi dei defunti nelle chiese. Quando però lo spazio veniva a mancare, era dato compito ai “salmatari” di disseppellire di notte i defunti più vecchi e stiparli in cave come quella delle Fontanelle. Ma la data in cui la Cava delle Fontanelle diventa il Camposanto delle Fontanelle è il 1654, quando la pestilenza si abbatte sui napoletani decimandoli. Per cui fu dato ordine di riaprire la cava delle Fontanelle e furono stipati 250.000 salme su una popolazione di 400.000 abitanti.
A questa disgrazia seguirono altre carestie, tre rivolte popolari e altrettanti terremoti, nonché  cinque eruzioni del Vesuvio. E, in ogni caso, si utilizzò il Cimitero delle Fontanelle per accogliere le salme. Nel 1837, per provvedimento del Consiglio Sanitario, in seguito all’invasione del “colera morbu”, furono portati in questo cimitero altre salme. Il cimitero rimase abbandonato fino al 1872, quando  don Gaetano Barbati, con l’aiuto di popolane, mise in ordine le ossa nello stato in cui ancora oggi si vedono e tutte anonime, ad eccezione di due scheletri: quello di Filippo Carafa conte di Cerreto dei duchi di Maddaloni, morto il 17 luglio 1797, e di Donna Margherita Petrucci nata Azzoni morta il 5 ottobre 1795; entrambi riposano in bare protetti da vetri.

Anche per questa estate, è disponibile un servizio di guida privata sia in italiano che in lingua prenotabile chiamando lo 081 1925 6964 oppure il 338 965 22 88.

Alessandra Pirri

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