Milano riscopre la sua storia antica nel Museo del Teatro Romano

Sabato, 18 maggio, apertura straordinaria con visita ai sotterranei della Camera di commercio. I reperti archeologici affiancati da allestimenti multimediali che riproducono suoni, profumi e parole della vita dell’antica Mediolanum

Per oltre mille anni il cuore dell’antica Mediolanum batteva sotto il centro nevralgico della Milano attuale e il Teatro Romano realizzato in età augustea ne fu uno dei luoghi più significativi di vita civile.

Sabato prossimo, a dieci anni della riapertura al pubblico dei resti archeologici,  il Museo Sensibile del Teatro Romano, nei sotterranei della   Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi (via  San Vittore al Teatro, accanto a piazza degli Affari)  festeggia la ricorrenza con un’apertura straordinaria per riscoprire la lunga storia. Una visita accompagnata da allestimenti della museografia sensibile e multimediale che fanno rivivere, accanto ai reperti, luci, forme in movimento, suoni e odori del mondo romano.

In dieci anni il Teatro ha registrato già 40 mila visitatori, anche dall’estero,  oltre a  numerosissime scolaresche e sabato, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei, l’accesso sarà consentito dalle 10 alle 16 (prenotazione obbligatoria a: teatroromano@mi.camcom.it) con l’assistenza di personale preparato.

“I resti murari del Teatro conservati sotto  la nostra sede – spiega Valeria Gerli, della giunta camerale – raccontano la trasformazione di Mediolanum ,avvenuta tra la fine del primo secolo a.C. e l’inizio della nuova era, da semplice villaggio  celtico a splendida città romana” .

Il Teatro subì diverse vicissitudini, passando da luogo di divertimento – dal 287 al 402 Milano fu capitale dell’impero  – a sede, in epoca medioevale, delle riunioni dell’Assemblea del popolo , fino alla distruzione con l’assedio di Federico Barbarossa. Parte dei resti del Teatro, a cominciare dalla cavea, il semicerchio che accoglieva gli spettatori, furono riportati alla luce solo a fine Ottocento.

Con l’apertura del Museo, dieci anni fa – sempre dietro prenotazione, e l’esposizione di  diversi manufatti per la vita quotidiana, come ciotole, lampade ad olio, bicchieri, gli studiosi sono potuti risalire alle tecniche di ingegneria dei Romani molto avanzate adatte per costruire su un terreno difficile, come quello milanese, ricco di acqua.

Adesso, grazie ai nuovi strumenti della museografia sensibile, attraverso plasma acustico, lastre olfattive e statue recitanti, suoni evocativi con le parole della “Casina” di Plauto e ambientazione musicale, il pubblico può immergersi nella vita dei milanesi antichi.. All’ingresso i visitatori saranno accolti dal profumo del vino, componente essenziale della loro alimentazione , per i ricchi come per i poveri.

Raffaele Biglia

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