Milano ricorda lo scrittore Luigi Santucci

Due giorni di relazioni e dibattiti sulla figura dello scrittore milanese. “Orfeo in paradiso” e “Il velocifero” i suoi romanzi più famosi

In occasione del centenario della nascita di Luigi Santucci (1918-1999) si terrà  a Milano tra mercoledì e giovedì il convegno “Il testimone della gioia. Luigi Santucci e il ministero della parola”. Casa Manzoni, Teatro Franco Parenti e l’Università Cattolica ospiteranno una serie di dibattiti con ospiti del mondo accademico e non solo per ricordare lo scrittore lombardo, vincitore del prestigioso “Premio Campiello” con “Orfeo in paradiso” e autore anche di opere di poesia, teatro e saggistica.

Santucci nasce a Milano l’11 novembre 1918 che coincide con l’armistizio tra Impero tedesco e le potenze Alleate segnando la fine della Grande Guerra. Consegue la maturità classica nel 1937 per poi laurearsi nel 1941 in Lettere Moderne all’ Università del Sacro Cuore.

Cattolico ma non clericale, “testimone della gioia secondo la lezione del Consiglio Vaticano II”,  si era opposto al regime fascista, unendosi alle formazioni partigiane in Val Cannobina.

Dopo vent’anni di insegnamento si dedica completamente all’attività letteraria con opere di successo di critica e pubblico: “Il velocifero”, il libro più famoso è del 1963.

L’ ambiente milanese  e i luoghi manzoniani fanno spesso da sfondo alle sue narrazioni. Una lapide del Famedio nel Cimitero Monumentale lo annovera tra i più illustri cittadini.

Nella Casa del Manzoni il convegno sarà introdotto  mercoledì dal presidente Centro Nazionale Studi Manzoni, Angelo Stella. Alle 21 al Teatro Parenti una serata in ricordo dello scrittore con interventi di Andrèe Ruth Shammah e di Filippo Crivelli con letture di brani e proiezioni di filmati tratti da “Orfeo in paradiso” e “Arca di Noè”. Infine giovedì per tutto il giorno relazioni di studiosi con l’intervento conclusivo dell’ex ministro dei beni culturali, Dario Franceschini.

Raffaele Biglia

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