Milano ricorda l’assalto squadrista alla sede dell’Avanti! di cento anni fa

Terzo appuntamento del ciclo "Milano 1919: il tempo dello sbandamento e la nascita del Fascismo" lunedì in via Visconti di Modrone, dove sorgeva la sede del giornale socialista devastata da un gruppo di arditi guidati da Ferruccio Vecchi

Lunedì 15 aprile si svolgerà il terzo incontro del ciclo “Milano 1919: il tempo dello sbandamento e la nascita del Fascismo” al Giardino di Marziale alle 15.30 e all’Archivio di Stato alle 17.30.

“Il primo assalto squadrista alla sede dell’Avanti!” il titolo dell’appuntamento, organizzato con la piattaforma “Milano è Memoria” dal Comune e dall’Università degli studi di Milano in collaborazione con l’Istituto nazionale Ferruccio Parri, la Fondazione Isec, l’Istituto lombardo di storia contemporanea, la Fondazione Milano e la Fondazione Anna Kuliscioff.
Appuntamento lunedì 15 aprile alle 15:30 al Giardino di Marziale, in via Visconti di Modrone, dove sorgeva la sede dell’Avanti che fu assalita e devastata il 15 aprile del 1919 da un gruppo di nazionalisti e arditi capitanti da Ferruccio Vecchi, per la posa del Totem “Milano è memoria” con la partecipazione del direttore politico dell’Avanti dal 1981 al 1987, Ugo Intini.

Verrà ricordato quel giorno di scontri di cento anni fa che anticipò di qualche anno la violenza squadrista dei fascisti guidati da Mussolini che nel 1912, quando ancora era un convinto socialista, era stato proprio direttore dell’Avanti!.

Alle 17:30 all’Archivio di Stato in via Senato Convegno di studio “Il primo assalto squadrista alla sede dell’Avanti!”.

Dopo i saluti istituzionali e di Annalisa Rossi ,soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia, Benedetto Luigi Compagnoni, direttore dell’Archivio di Stato, Walter Galbusera presidente della Fondazione Kuliscioff, interverranno Giulia Albanese dell’Università degli Studi di Padova, Massimo Baioni dell’Università degli Studi di Milano, Mauro Canali dell’Università di Camerino e Ada Gigli Marchetti dell’Istituto lombardo di storia contemporanea.

 

Raffaele Biglia

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