Milano, la stilista Angela Bellomo presenta i suoi abiti da fiaba

Nella maniera dell’antichissimo sistema cromatico medievale, con gli albati, i russati e i virides – i bianchi, i rossi e gli scuri -, ecco gli abiti che rendono una qualsiasi CappuccettoRosso la protagonista di una dolce storia, in cui si porta il burro bianco alla nonna/lupo, il cui nero verrà sconfitto dal dolce sapore del burro

Come nelle fiabe. Dove il bianco rappresenta l’intervento di una forza benevola. E anche come nella mitologia, in cui questo colore non colore è associato a tutte quelle creature particolari che ormai sono entrate nell’immaginario collettivo, come ad esempio gli unicorni. Così si presenta la Maison di Angela Bellomo, stilista di origini pugliesi che vanta esperienze tra Milano e Parigi. Corso di Porta Vittoria 31: nella Milano capitale del fashion, un Atelier che, ormai da quattro anni, mostra luce. E le creazioni di Angela Bellomo vogliono fare questo. Vestire di bagliore le donne. Con armonia e contrasti. Semplicità ed eleganza. Con purezza e anche tristezza, per far risaltare quell’animo gentile che disegna l’angelica donna stilnovistica che c’è in ogni signora. Un gusto e un’estetica speciali, per far sì che la tradizione sartoriale Made in Italy risalti in un piccolo e dolcissimo castello delle favole a pochi passi dal centro del capoluogo lombardo.

Se una donna è malvestita, si nota l’abito. Viceversa, si nota la donna”, afferma la stilista. Creare l’incanto, dunque. In un periodo in cui la confusione tra i sessi regna sovrana, la donna riacquista la grazia. La femminilità. E sono abiti bon ton, quelli dell’artista. Capi che vengono realizzati sempre seguendo le esigenze di ogni singola cliente. Stoffe leggere: sete, chiffon, pizzi, cachemire. Abiti che rendono la femmina, finalmente donna. E donna charmant. Proprio come nelle fiabe. E come nei racconti, al bianco preponderante spiccano qua e là il rosso e il nero. Come in Biancaneve, una bambina bianca, avvelenata da una mela rossa, preparata da una strega nera. E in mezzo all’apotropaico tre, si trova già l’inizio della fiaba. Perché le donne vogliono questo: la favola. Le donne vogliono e devono sentirsi vive. Uniche. Sognare con un abito in pizzo di essere principesse bianche protagoniste di una vermiglia storia d’amore. E indossare poi un rosso acceso per far trasparire la passione tipica dell’animo femminile. Trovare quindi da sole la forza, vestendo sogni come fossero principesse. È questo il codice comune a tutto l’universo femminile: capi iconici con una spiccata propensione al fatalismo, ma al contempo con una certa dose di creatività e immaginazione. Raffinatezza ed eleganza, dunque, le parole d’ordine delle collezioni di Angela Bellomo. Per trasmettere una sicurezza discretamente celata da un capo magico, che evoca di volta in volta purezza, verginità, luce lunare. Abiti che però sono anche i colori della vita, del sangue ardente, del temperamento attivo, dell’energia vitale.

E in fondo, l’opposizione bianco/rosso la ritroviamo anche all’interno della mela, quando la contadina strega offre il frutto alla bambina Biancaneve dicendo: “ Guarda, la divido per metà; tu mangerai quella rossa e io quella bianca.”

Alessandra Pirri

 

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