Milano, Gianni Verga: Ieri, oggi e domani ingegneri protagonisti del cambiamento

“Tra il 2001 e il 2006, con la giunta Albertini, a Milano si è riattivata la storica stagione culturale della ricostruzione postbellica. Lo stesso percorso, in termini ancor più moderni e tecnologicamente avanzati, potrà essere innescato dalla conquista da parte di Milano della candidatura a sede delle Olimpiadi invernali del 2026 ”. Lo ha affermato Gianni Verga, da qualche settimana nuovo presidente del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, il più antico sodalizio meneghino fondato nel 1536, che raggruppa oltre ai professionisti di queste due categorie, cittadini che desiderano diffondere la cultura e affermare processi virtuosi di trasformazione.

“Come assessore comunale allo Sviluppo del territorio nei primi cinque anni del nuovo millennio – prosegue Verga – ho approvato e fatto partire progetti per trasformare 10 milioni di metri quadrati di aree industriali dismesse, zone della città dove oggi ci sono grattacieli, ma anche e soprattutto verde e opere pubbliche. Con la rigenerazione urbana e senza consumare suolo siamo riusciti a migliorare la salubrità di Milano, infatti tutte le aree trasformate sono state bonificate, è stata una delle più grandi operazioni ecologiche della Lombardia.  Oggi – prosegue Verga, che in passato ha ricoperto il ruolo di assessore oltre che a Palazzo Marino, in Regione e in Provincia – tutto cambia rapidamente e il Collegio deve essere capace di affrontare ogni sfida e una delle più accattivanti sarebbe proprio quella delle Olimpiadi del 2026. Infatti l’ingegnere e l’architetto per sua natura deve vincere e superare le difficoltà. Anche rispetto al recente passato le cose sono cambiate profondamente. Oggi, infatti anche grazie al Politecnico di Milano che è cresciuto in modo fantastico, abbiamo ingegneri ed architetti che sanno anche di economia, di sociologia, delle arti e delle culture del mondo e che, quindi, sono in grado di dialogare autorevolmente con il mondo globalizzato, innovandosi rispetto a tutte le tecnologie”.

La città – conclude Verga – deve essere il luogo della trasformazione continua, altrimenti muore. Il tutto valorizzando le parti storiche, le identità dei quartieri e tutto ciò che di artistico è diffuso nel territorio. Da parte nostra, come Collegio, in Consiglio abbiamo lo storico dell’arte come il leader dell’intelligenza artificiale, ci sono i giovanissimi millennial come i Past-President. Il nostro obiettivo è stimolare e praticare il parternariato, di far allargare lo sguardo di tutti alla Grande Milano. Le megalopoli sono un’espansione a macchia d’olio, nel caso di Milano le centinaia di Comuni, come Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Rozzano o San Donato Milanese, che stanno tutt’intorno sono ognuno un valore di storia, di cultura, di attività economiche. Devono soltanto essere aiutati ad esprimersi e non essere annessi o, peggio, inglobati”.

Nella foto Gianni Verga

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