Milano, convegno sul tema “L’incerta realtà della città metropolitana”

Il CIAM Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, in collaborazione con ARCHxMI e AIM l’Associazione Interessi Metropolitani e con il supporto e patrocinio di Assoedilizia e di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano , ha tenuto il secondo dei quattro Seminari dal titolo “Osservatorio Metropolitano”, dibattiti per lo sviluppo e la promozione di una nuova qualità urbana” in Assoedilizia, via Meravigli 3, Milano. Coordinatori Alberico Belgiojoso, Carlo Berizzi, Gianni Verga.

Questi seminari vogliono operare un approfondimento delle diverse – hanno detto gli organizzatori –  questioni che stanno alla base delle discussioni e delle proposte su Milano e la Città Metropolitana: Bellezza e Qualità Urbana, operazioni di diverso tipo di corso, PGT, Regolamento Edilizio, Grandi Interventi, ecc.; i criteri che si adottano, le loro motivazioni; come funzionano nella realtà le diverse azioni che si intraprendono. Ciò intende essere una iniziativa utile per le Istituzioni Professionali e Culturali, un contributo al miglior funzionamento delle iniziative e dei “meccanismi urbani” e alla verifica di PGT e Regolamento Edilizio. Quali relatori sono stati scelti professionisti particolarmente esperti, in un ampio quadro multidisciplinare”.

Carlo Berizzi,  presidente di AIM, ha presentato il tema e i relatori: i metodi e le modalità operative della Città Metropolitana, una realtà istituita il primo gennaio 2015 in sostituzione della Provincia che ha subito denunciato lacune e difficoltà operative. Ne hanno parlato  l’avv. Pier Giuseppe Torrani, esperto di diritto amministrativo,  che ha sempre affiancato istituzioni pubbliche e private su grandi temi dello sviluppo della città; Maurizio Cabras, assessore di Cinisello Balsamo: come si vive la città metropolitana al di fuori di Milano, quali sono i problemi e le opportunità, trattando in particolare una esperienza sul Bando per le Periferie. Andrea Villani, prima come direttore del PIM e poi come docente della Cattolica ha in qualche modo guidato la crescita del territorio milanese e dei comuni limitrofi essendosi Milano dotata per prima di strumenti coordinati di gestione del territorio.

Giuseppe Torrani ha studiato il tema Area Metropolitana molto a lungo quando era presidente dell’Irer ed ha compreso che un conto è l’ Area Metropolitana, in quanto realtà oggettiva consistente in un sistema di relazioni più o meno intenso a seconda dei vari progetti e un conto è la Città Metropolitana, cioè l’istituzione, come viene disciplinata sul piano del diritto, nella quale “non abbiamo mai creduto”; per la necessità innanzitutto di creare una classe dirigente e perchè,  nel momento in cui la si crea, nasce un confine. Allora la soluzione è la gestione consensuale dei problemi e della governance. L’area milanese comprende circa 130 Comuni e il potere locale è loro riservato: o li si mette d’accordo, impresa difficile, oppure si individuano i temi di interesse generale e su questi si tratta.

 Maurizio Cabras, partendo dal suo ruolo presso Anci, ha messo in luce due aspetti: uno di ordine generale per cercare di capire le differenze e le similitudini della Città Metropolitana di Milano  con le omologhe realtà italiane ; il secondo aspetto, che si è tradotto in una parte teorica ed in una parte concreta,  ha trattato il Bando per le Periferie il quale ha visto importanti stanziamenti governativi  ed ha avuto notevole risonanza in campo nazionale.  L’esperienza milanese sta offrendo risultati importanti.

Andrea Villani ha trattato la complessità fisica, umana, economica, sociale, artistica, religiosa che contraddistingue una città-metropoli quale è Milano. Che va governata, come avviene, o dovrebbe avvenire, per tutte le funzioni collettive. Ciò riguarda anche la Città, o Area, Metropolitana di Milano e delle altre 8 Città Metropolitane cui la legge Delrio demanda importanti funzioni: dallo sviluppo strategico del territorio alla cura delle infrastrutture, addirittura ai rapporti con le realtà omologhe europee. Con quali risorse? Villani manifesta forti dubbi che tale ambizioso programma possa essere messo in atto, considerata, tra l’altro, la presenza della Regione. L’alternativa è quella di riprendere, allargato , il ruolo prima svolto dalle Province. Con la visione di una città postmetropolitana che coinvolga l’intera Lombardia.

Il successivo dibattito – cui hanno preso parte, tra gli altri, l’ing. Gianni Verga e il prof. del Politecnico di Milano Fabrizio Schiaffonati, il prof. Alberico Belgiojoso – ha messo in luce ulteriori aspetti della Città Metropolitana.

Gianni Verga ha osservato:  “Milano è da sempre “Città di mezzo” e “Città degli scambi”: di mezzo perché al centro della pianura, degli scambi perché luogo dei commerci per antonomasia. Ma nel tempo le caratteristiche geografiche sono diventate così importanti da determinare un’Identità specifica e, ancora di più, gli scambi da commerciali sono diventati imprenditoriali, sociali, etnici e, oggi più che mai, di filosofia e di pensiero”.

Sono a Milano Giulio Giorello, Vito Mancuso, Mauro Magatti che rappresentano riferimenti internazionali della filosofia della scienza, del senso religioso e delle riflessioni sul necessario cambio di paradigma per costruire la società di domani.

Ma non basta neppure questo. A Milano leader, quantomeno nel contesto nazionale, sono le scuole di sociologia dell’Università Cattolica e quella dell’Università Bicocca.

Non dobbiamo dimenticare un fiore all’occhiello unico: la facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Mai come oggi dobbiamo ricordare e ringraziare chi cinquant’anni fa intuì che sarebbe stato necessario generare un luogo dove approfondire i temi del soprannaturale relativamente alla fede cristiana anche in relazione alle altre fedi religiose. “

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha rilevato come” la nuova realtà amministrativo-culturale rappresenti poco più di un maquillage della precedente Provincia.  Premesso che ormai si deve prender atto che il riferimento al territorio comunale, come parametro per l’esercizio di funzioni istituzionali quali la fiscalità locale e la pianificazione territoriale, nella sua configurazione storico-convenzionale, risulta obsoleto e inadatto a reggere il passo con l’esigenza della competitività internazionale delle conurbazioni e dei territori e rilevato come  latiti, nel sistema della Città Metropolitana milanese, un criterio omologativo tra i circa 130 Comuni che ne fanno parte, conclude: la Città Metropolitana non può ritenersi ridotta a un mero livello di organizzazione di servizi comunali. Dovrebbe viceversa esser strutturata come livello istituzionale alla cui scala configurare le funzioni-chiave della amministrazione pubblica locale, oggi rientranti nella competenza dei singoli Comuni”.

Nella foto da. sin. Gianni Verga, Alberico Barbiano di Belgiojoso e Achille Colombo Clerici 

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