Milano, convegno su “Blue Wale”, il primo fenomeno di massa di cyberbullismo

Il nuovo “gioco della morte” al centro del dibattito del Corecom Lombardia su cyberbullismo, sexting e web reputation

MILANO – Si è tenuto oggi, presso l’Auditorium Giorgio Gaber di Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, il convegno: “Cyberbullismo, Sexting, Web Reputation: la tutela dei Minori in Rete e sui media”.

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Costanza Caracciolo e Federica Zanella

A fare gli onori di casa, l’ideatrice dell’evento e presidente del Corecom Lombardia Federica Zanella che ha aperto i lavori con il saluto all’autorevole panel convenuto in rappresentanza del mondo delle Istituzioni, esperti del settore, della Scuola, dell’Associazionismo e del giornalismo: il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo e, tra gli altri, Luigi Casero (viceministro dell’Economia e delle Finanze), Cosimo Maria Ferri (sottosegretario alla Giustizia), Canio Giuseppe La Gala (comandante provinciale Carabinieri), Antonio Martusciello (commissario A.G.Com.), Lisa Di Berardino (vice questore aggiunto della Polizia di Stato), Giuseppe Pierro (dirigente Ufficio II MIUR – coordinatore Safer Internet), Marco Valerio Cervellini portavoce polizia postale, Ciro Cascone procuratore della Repubblica presso il tribunale dei Minori, Mariastella Gelmini, Luca Bernardo, i professori Ruben Razzante e Piermarco Aroldi e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia Gabriele Dossena, solo per citarne alcuni.

Convegno

Da sinistra Bernardino, La Gala, Zanella, Ferri e Martusciello

Tante associazioni, dedite alla tematica da “Pepita Onlus” a “La banda degli onesti,” all’Osservatorio su Bullismo e Doping rappresentato dalla sua portavoce nazionale Paola Ferrari. Ma anche tanti testimonial d’eccezione che hanno voluto lanciare un messaggio in prima persona ai molti studenti presenti: dalla testimonianza di Javier Zanetti, ex calciatore dell’Inter, a quella di Paolo Picchio, padre di Carolina una delle prime giovani suicide a causa del Cyberbullismo, al giovane youtuber Leonardo Decarli che ha avuto esperienze dirette di Cyberbullismo, alla ex velina conduttrice Costanza Caracciolo sino a valenti atleti di Aeronautica Militare, Fiamme Azzurre ed Esercito.

«Sono particolarmente fiera che il Corecom che presiedo si occupi da anni del fenomeno del Cyberbullismo cui ora, finalmente, viene prestata sempre più attenzione, dando vita peraltro, nella regione del “Fare”, a uno sportello “Help Web Reputation Giovani”, servizio unico di aiuto concreto offerto ai cittadini a livello europeo, che compie esattamente 3 anni oggi, attraverso il quale abbiamo aiutato molti giovani in alcuni casi salvando probabilmente qualche vita – ha commentato la presidente del Corecom Federica Zanella – perché le istituzioni devono essere accanto ai cittadini sempre, non solo quando si accendono riflettori su casi di cronaca, e i ragazzi che incontriamo a migliaia anche nelle scuole, ormai sanno che noi “ci siamo” per loro. Sempre. L’87% di risoluzione positiva tra le richieste di rimozione di fattispecie lesive, ossia video, foto, commenti offensivi, legate a cyberbullismo ma anche a sexting, e a altre problematiche di reputazione digitale, attesta la nostra presenza concreta ed efficace. Il fatto che tantissime personalità di grande rilievo oggi fossero presenti sta plasticamente a testimoniare come ci sia una sempre più ampia sinergia tra istituzioni, associazioni, esperti, genitori, fondamentale per tentare di debellare questa piaga che nella nostra società sta diventando sempre più significativa. Lo dimostrano anche i dati di alcune ricerche che abbiamo condotto, che acclarano come in due anni ci sia stata una crescita significativa del fenomeno, cifre senz’altro alimentate anche dal fatto che parlandone di più, più ragazzi hanno preso il coraggio di dichiarare, cosa fondamentale per ricevere aiuto. Saluto con gioia la legge nazionale che ha finalmente visto la luce dopo tanti anni di “gestazione”, una normativa che permetterà anche a noi del Corecom Lombardia di aiutare un numero sempre maggiore di giovani, e sono felice di aver contribuito per anni alla sensibilizzazione su questo fenomeno» ha concluso la presidente Zanella.

Zanella

De Carli, Zanella e Gelmini

I numeri afferenti a una ricerca condotta da Demoskopea per il Corecom Lombardia nel 2014 tra ragazzi dai 15 ai 24 anni, parlavano infatti dell’8% di giovani internauti cyberbullizzati, e del 25% di adolescenti che conoscevano amici che avevano avuto questo problema. Una successiva ricerca condotta per il comitato regionale per le comunicazioni lombardo da Osscom Cattolica nel 2016, tra ragazzi più giovani dagli 11 ai 18 anni, ha evidenziato come ben il 32% degli intervistati ha dichiarato di essere stato vittima di atti in questo caso sia di bullismo che di cyberbullismo nei 12 mesi precedenti. E di un 22% vittima di sexting. Osscom sta ora conducendo una ricerca omologa di cui verranno forniti dal Corecom Lombardia i risultati sul 2017.

«Con la legge approvata in Consiglio regionale, da cui ha preso spunto anche il provvedimento approvato dal Parlamento, stiamo mettendo in rete i soggetti che si occupano del fenomeno in Lombardia e finanziare iniziative di comunicazione ed educazione – ha detto il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo – La lotta al cyberbullismo va inserita in un’ottica più generale di riduzione della violenza nelle relazioni sociali, con la necessità di coinvolgere anche il mondo degli adulti e investire nell’insegnamento ad un uso corretto delle nuove tecnologie per la comunicazione. Questo consentirà anche alla gran parte dei genitori e non solo di superare un sostanziale analfabetismo e inserirsi nella cultura digitale. Il fenomeno ha numeri preoccupanti e il Consiglio regionale della Lombardia per primo ha deciso di intervenire per cercare di tutelare, soprattutto i più giovani, dai rischi legati al cyberbullismo e al sexting».

convegno ciberbullismo«Il cyberbullismo – ha spiegato il sottosegretario di Stato alla Giustizia Cosimo Maria Ferri – è un fenomeno estremamente attuale e molto diffuso nel nostro Paese, soprattutto tra minori e adolescenti, principali fruitori della rete e dei social media, tra i quali ha provocato troppe vittime. Ecco perché il Parlamento sta affrontando con convinzione questa nuova forma di aggressività sociale che necessita di risposte tempestive e efficaci. L’evento in programma invita opportunamente a riflettere sul rapporto tra Legislazione e uso della Rete, quella Rete che se è fonte essenziale di informazione libera, di integrazione multiculturale e di confronto per i giovani, dall’altra può diventare uno strumento pericoloso nelle mani di chi si nasconde dietro una maschera virtuale ricorrendo all’anonimato o ad una falsa identità. Se la liquidità del web è dunque una risorsa, nondimeno la massima attenzione deve essere rivolta a coloro che utilizzano quotidianamente rete e social media, affinché possano percepire e comprendere fino in fondo le gravissime conseguenze che può produrre l’uso distorto del web».

Sulla questione delle regole, di cui i social si sono dotati come frutto di una rinnovata sensibilità sui fenomeni di violenza in Rete, ha posto l’accento il commissario AgCom., on. Antonio Martusciello che ha spiegato: «Se non è possibile rincorrere la viralità della Rete dobbiamo prevenirla, guardando con favore all’apporto che l’intelligenza artificiale può fornire in tale materia. Una sorta di “radar” che attraverso parole chiave e frasi sia in grado di segnalare i contenuti sospetti e che magari ne impedisca la digitazione. A tali strumenti anche i social network sembrano guardare con interesse ma – ha ammonito il Commissario – attenzione a lasciarli liberamente nelle mani dei social. Infatti, se è legittimo chiamare in causa questi soggetti a prescindere dalla qualificazione assunta (né autori, né editori), dall’altro il rischio censorio è dietro l’angolo, pur se limitato ai soli minori. Ed è con questa consapevolezza che allora forse bisogna ripensare a un intervento più incisivo, prendendo atto del rinnovato ruolo di questi soggetti. Sono, quindi, necessari meccanismi cogenti più ampiamente condivisi, anche al fine di evitare una pericolosa privatizzazione regolamentare dei contenuti online». Inoltre, nel richiamare la recente proposta di modifica della direttiva sui Servizi di Media Audiovisivi (SMAV) e l’ampliamento dello “scope” anche ai social media, Martusciello ha infine precisato che: «Contemperare i valori fondamentali dei minori nella società dell’informazione non è semplice, ma l’utilità di regole nazionali rispetto alla dimensione globale della Rete rischia di rendere parziali gli sforzi finora realizzati in materia».

 

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