Milano, al Cimitero Monumentale il ricordo delle vittime dell’olocausto di Mauthausen 

MILANO – “Chi non conosce la storia, è destinato a riviverla, si è giustamente detto:  il fine della memoria è proprio quello di ricordarci ciò che di sbagliato e tremendo è stato fatto, per evitare che accada di nuovo. E’ necessario, infatti, essere sempre vigili, per evitare che l’uomo ricada, in forme forse nuove e sconosciute, nel baratro della sua brutalità.” Con queste parole il vice presidente Carlo Borghetti,  in rappresentanza del Consiglio regionale, ha aperto il suo intervento alla commemorazione della vittoria sul nazifascismo e in memoria delle vittime delle deportazioni,  nel 73esimo anniversario della liberazione del lager di Mauthausen, avvenuta il 5 maggio 1945.

Un momento della commemorazione

La cerimonia, organizzata dall’Aned (Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti) di Milano, si è tenuta questa mattina al Cimitero Monumentale di Milano, davanti al Monumento al Deportato (opera del dopoguerra, dello studio di architettura BBPR Banfi-Belgioioso-Peressutti- Rogers), e quindi nell’attiguo Cimitero Ebraico.

Chi ha visto la collina di Mauthausen, la terribile scala che porta alla cava, il cortile delle adunate“ – ha continuato Borghetti – non può non vergognarsi ogni volta al pensiero di quanto male sia stato fatto dal nazifascismo” .“In Italia esiste purtroppo un diffuso, quanto sotterraneo, sentimento autoassolutorio, come se le nostre colpe fossero in qualche modo più leggere rispetto a quanto fatto dai tedeschi. Per questo trovo giusto anche ricordare contestualmente l’anniversario delle leggi razziali, perché  dobbiamo prestare attenzione agli atti che hanno ispirato certi crimini. La  memoria di quel periodo – ha concluso il vice presidente – deve ricordarci anche quanto di buono l’uomo sia riuscito a fare per reagire. Abbiamo fino ad ora vissuto 70 anni di pace fra i popoli: questo è il vero valore dell’Unione Europea, che i populismi spesso tendono a far dimenticare”.

Alla commemorazione hanno preso parte anche Roberta Cocco (assessore alla Trasformazione digitale e ai Servizi Civici della Città di Milano), Fabio Pizzul (capogruppo PD in Consiglio regionale)  e i rappresentanti della comunità ebraica e dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani).

 

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