Messina, tornano le Feste Aragonesi di Montalbano Elicona

Nella splendida cornice del castello svevo - aragonese, ritornano menestrelli e cavalieri del tempo che fu, perché il Medioevo siciliano risulta ancora vivo in un luogo considerato magico

Un’esplosione di storia in uno dei borghi più belli d’Italia. Montalbano Elicona, ridente paesino della provincia di Messina, comincia ad allestire vie e piazze per le Feste Aragonesi dei prossimi 18 e 19 agosto. Arrivata alla sua trentanovesima edizione, anche quella del 2018 rappresenta il fiore all’occhiello dell’estate montalbanese. La manifestazione, che farà rivivere lo splendore del castello svevo-aragonese del tredicesimo secolo, vedrà l’apertura delle botteghe dei mestieri e il corteo storico, che riproporranno l’atmosfera medievale e faranno rivivere ai visitatori un’esperienza unica, fondendo presente e passato, l’amore per la storia e la tradizione con la capacità di ricreare a beneficio del pubblico uno spettacolo affascinante. La naturale scenografia del borgo verrà quindi esaltata dalla presenza di dame, cavalieri e donzelle, arcieri, trovatori e giullari, che improvviseranno suggestivi spettacoli, animando con le loro rappresentazioni le strade del paese. Sarà possibile gustare pietanze medievali, cibo di strada e vino speziato. La rievocazione è quindi un modo per mantenere vivo il legame con la storia e con il territorio, festeggiando l’identità di una comunità intera e regalando al pubblico la possibilità di un tuffo nel passato.
Il corteo storico rievoca l’ingresso del re Federico II d’Aragona a Montalbano. Secondo quanto riportato dagli archivi storici, il sovrano si recava saltuariamente e per brevi periodi a Montalbano, accompagnato dalla sua corte e dal suo consigliere e medico personale Arnaldo da Villanova. Alchimista, politico, filosofo e riformatore religioso, medico dei papi Clemente V e Benedetto XI, catalano d’origine, Arnaldo da Villanova (1240 – 1311) dimorò in Sicilia alla corte di Federico III d’Aragona, re di Sicilia e suo amico, per conto del quale svolse numerosi incarichi e missioni diplomatiche. Scrisse trattati di medicina, di alchimia e opuscoli teologici; le sue conoscenze scientifiche, ereditate dal mondo ebraico e islamico, permisero la meditazione di idee riformatrici basate su una visione moderna e centrale dell’uomo. Si è ipotizzato che l’alchimista catalano utilizzasse l’Argimusco, l’altopiano roccioso che dista circa 6 km dal borgo di Montalbano Elicona, come luogo preferito per raccogliere erbe medicinali da preparare poi all’amato re aragonese. Tuttavia non vi è nessun documento che attesti tale affascinante ipotesi. Le uniche attestazioni storiche sono due documenti di cronisti medievali siciliani. La prima attestazione storica è di Bartolomeo di Neocastro, nella sua Historia Sicula, in cui ricorda il transito di Pietro III d’Aragona, padre di Federico III, nei pressi della località “Argimustus” nel 1282. La seconda attestazione è un’epistola di Federico III indirizzata a Giacomo II, datata luglio 1308, nella nella quale il sovrano risponde a una proposta di tregua nei confronti di Roberto d’Angiò, duca di Calabria. La lettera risulta rilasciata proprio dall’altipiano dell’Argimusco, nella cui zona si trovano numerosi fonti d’acqua. E’ molto probabile quindi che Federico III si trovasse in questa meravigliosa area d’altura per la salubrità della sua sorgente d’acqua, che successivamente verrà indicata nella mappe come rinascimentali “Lagrimusco fons”.

Per maggiori informazioni sulle Feste Aragonesi: Comune di Montalbano Elicona (Me). Ufficio Osservatorio Turistico: tel. 0941.678019
www.facebook.com/montalbano. turismo
www.comune.montalbanoelicona. me.it

Alessandra Pirri

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