Melanoma, basta un clik per la diagnosi precoce

La tele-dermatologia al servizio della diagnosi precoce dei tumori cutanei. Focus sul melanoma e sull’avanzamento del progetto “Clicca il neo”

BERGAMO – Il melanoma rappresenta una delle cause principali di morte da tumore, con un’incidenza crescente di anno in anno. Solo nella provincia di Bergamo, città in cui è stato sviluppato il progetto «Clicca il Neo», l’incidenza del melanoma è di circa 14 casi per 100.000 abitanti per anno, ovvero di 150 nuovi melanomi diagnosticati ogni anno.

«Clicca il Neo», nato dalla collaborazione di Ats Bergamo con il Centro Studi GISED e l’USC Dermatologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, sostenuto economicamente da Fondazione Credito Bergamasco e Fondazione Banca Popolare di Bergamo e con il patrocinio della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, è un progetto costruito per esplorare e validare le potenzialità della telemedicina nella diagnosi precoce di tumori cutanei, melanoma e non-melanoma, con la finalità di implementare uno strumento di prima valutazione di facile utilizzo da parte della popolazione generale. Un progetto che ha visto, grazie all’attivazione di un’appositaapp, l’invio di 2.271 immagini di cui 1.142 provenienti dalla provincia di Bergamo.

Per documentare l’affidabiità e utilità del sistema «Clicca il Neo» sono stati avviati due programmi di valutazione. In un primo programma232 soggetti(55% donne, età media 43 anni) che hanno inviato immagini sono stati invitati a sottoporsi ad una visita dermatologica. Il sistema di valutazione «Clicca il Neo» ha consentito di identificare in tale studio,56 lesioni sospette (24%)che, in 14 casi, sono state confermate nelle successive visite specialistiche, comprendendo 6 (2,6%) melanomi (MM), 2 (0,9%) carcinomi basocellulari o basaliomi (BCC) e 6 nevi con caratteristiche atipiche. Le altre lesioni fotografate nei 232 soggetti sono state riconosciute come non sospette. L’accuratezza nella valutazione onlinedelle lesioni identificate dai soggetti rispetto alla visita è stata dell’81%, con una sensibilità del 93% e una specificità del 80%.Tutte le lesioni di tipo maligno sono state correttamente identificate come sospette attraverso l’app.

Un secondo studio di validazione, tuttora in corso, coinvolge – su base volontaria – tutti idipendenti della Ats di Bergamo. Tra ottobre 2016 e marzo 2017 sono stati valutati461 soggetti(età media 50 anni, 61% femmine). Il 4% dei soggetti ha riportato una storia di tumori cutanei (0,2% per melanomi), mentre il 12% una storia familiare (5% per melanomi, 7% per altri tumori cutanei). Complessivamente, alla prima visita,in 70 soggetti (15%) sono state individuate una o più lesioni cutanee rilevanti. E per 2 soggetti (0,4%) è stato diagnosticato un possibile melanoma. Le principali sedi interessate dalle lesioni sono state il tronco (41%), viso e collo (20%) e gli arti superiori e inferiori (29%).

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