Mantova, in partenza Without Frontiers, Lunetta a colori

Il Quartiere Lunetta, luogo satellite sorto negli Anni ‘70 nell’antica Mantua, diventa cosmopolita 

Si abbattono le frontiere sulla sponda del Lago Inferiore. E, dopo il grande successo delle scorse edizioni e dell’intervento, svoltosi ad aprile, che ha visto impegnato l’artista Joys nella realizzazione di un’opera di 826 metri di superficie, giugno sarà nel segno della terza edizione di Without Frontiers (18-24 giugno 2018), che porterà a un ulteriore ampliamento del museo a cielo aperto con la realizzazione di 8 nuove opere di arte pubblica.

Mantova, grazie alla lungimiranza del Comune nell’ambito di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016, ha visto la nascita di Without Frontiers – Lunetta a Colori, il festival di riqualificazione urbana e valorizzazione culturale attraverso interventi di artisti provenienti da tutto il mondo. Il progetto, curato da Simona Gavioli e Giulia Giliberti e organizzato dall’associazione Caravan SetUp in collaborazione con l’associazione culturale torinese Il Cerchio e le Gocce, con il supporto del Comune di Mantova e del Gruppo Tea, è parte integrante del festival “Mantova Cambia” e si svolge nel quartiere Lunetta alla periferia Nord di Mantova. Quest’anno, significativa è la partnership intrapresa con il Governo delle Isole Baleari che insieme all’Institut d’Estudis Baleàrics porterà a Mantova un artista spagnolo a implementare l’universo visivo di Lunetta.

Il nome Without Frontiers è un inno all’abbattimento delle frontiere attraverso l’arte e la cultura a favore di una continuità culturale che unisce il centro delle città alle sue periferie. Without Frontiers prosegue per il terzo anno e si allarga ad altri spazi di Lunetta con l’obiettivo di generare un continuum, un ponte tra ciò che il centro di Mantova, culla della cultura rinascimentale, rappresenta per la storia dell’arte e ciò che la periferia rappresenta per i suoi abitanti, sviluppando una relazione tra il concetto di arte urbana e arte pubblica.
Gli artisti del XXI secolo, così come i grandi maestri del passato, Andrea Mantegna e Giulio Romano, “ci raccontano il mondo abbattendo le barriere alzate dai perimetri della tela e salgono sulle gru per restituirci il grande stupore che crea un’opera d’arte che mira a toccare il cielo”.

La terza edizione del festival ruota intorno al progetto curatoriale Una nuova Pelle, che prende spunto dal libro La pelle e la traccia di David Le Breton, (professore di Sociologia e Antropologia all’Università Marc Bloch di Strasburgo e massimo esperto di antropologia del corpo in Europa). Obiettivo, raccontarci il lento, ma crescente, cambio di pelle che sta coinvolgendo il quartiere Lunetta. I palazzi sono diventati un foglio bianco, una “pelle sulla quale scrivere per acquisire un’identità unica che sembra esserci stata estirpata dalla società delle omologazioni”. E, pensando ai murales come a una pelle, si costruirà un territorio inimitabile, le tracce formeranno un archivio e ne chiariranno la personale storia.

 Alessandra Pirri 

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