Maggio, arrivano le Aquaridi, le “briciole” della cometa di Halley

Appuntamento imperdibile con le stelle cadenti di maggio, e il firmamento ci porta piano piano dentro la prossima estate

Il cielo di maggio si illumina con le Aquaridi. Sono le stelle cadenti di questo inizio mese, le “figlie” della cometa Halley. Le prime sono già state identificate dai radar canadesi, ma il picco vero e proprio si ha dal 5 all’8 maggio, con una frequenza di 10-30 meteore all’ora. Lo spettacolo in Italia sarà più facilmente visibile dalle Regioni meridionali. E una volta concluso, nasi ancora all’insù per assistere al cambio di stagione delle costellazioni e per dare il saluto a Marte, che sarà rimpiazzato da Saturno, grande protagonista della missione della sonda Cassini.stelle

La pioggia annuale di meteore delle Eta Aquaridi non risulta fitta come le Perseidi (Lacrime di San Lorenzo) o le Leonidi, ma ha da sempre affascinato gli osservatori in quanto si ritengono originate dalla Cometa di Halley. Queste stelle prendono il nome dalla posizione del loro radiante (il punto dal quale sembrano originarsi le meteore dello sciame), nei pressi della η Aquarii (Eta Aquarii) della costellazione dell’Acquario. La cometa di Halley, il cui nome ufficiale è 1P/Halley, è la più famosa e brillante delle comete periodiche provenienti dalla Fascia di Kuiper, le quali passano per le regioni interne del sistema solare a intervalli di decine di anni, a differenza delle migliaia di anni delle comete provenienti dalla Nube di Oort. È così chiamata, in onore di Edmond Halley, che per primo ne predisse il ritorno al perielio. Dovremo attendere ancora parecchio tempo prima di poter osservare di nuovo il passaggio della Cometa di Halley vicino la Terra. L’ultima volta, infatti, la cometa 1P ha raggiunto il perielio quasi 31 anni fa (era il 9 febbraio 1986), ma essa ha un periodo orbitale di circa 76 anni.

stelle1Per questo motivo, le previsioni indicano che il prossimo perielio avverrà il 29 luglio 2061, una stima accurata ma comunque suscettibile di variazioni. Nota fin dall’antichità, la prima testimonianza documentata della Cometa di Halley risale al 66 d.C., nel testo sacro ebraico del Talmud. Il primo a dare una descrizione scientifica fu però Edmond Halley, che ne predisse anche il perielio, tra il 1758 e il 1759. Ma chi abiterà la Terra tra circa 200 mila anni, non sarà fortunato quanto noi: a causa della forte l’evaporazione dovuta alla vicinanza ai raggi solari, la massa di Halley si riduce a ogni passaggio dal perielio, fenomeno che presto o tardi ne causerà la definitiva scomparsa.

Naso all’insù quindi per le Aquaridi. Prova generale del prossimo 10 agosto.

 

Alessandra Pirri

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