Madesimo, e in Valtellina riecheggiano le odi di Giosuè Carducci 

“Sale da i casolari il fumo ondante
Bianco e turchino fra le piante mosse
Da lieve aura: il Madesimo cascante
Passa tra gli smeraldi. In vesti rosse”. (Giosuè Carducci)

“Muor Giove, e l’inno del poeta resta”, recitava Carducci. E le sue parole trionferanno ancora giovedì 8 agosto a Madesimo, con “Carducci a Madesimo”, evento che si inserisce all’interno della più ampia cornice “Inseguendo Carducci”, lettura e poesie sotto l’albero caro al poeta, con Teresa Cattaneo, Maurizio Ortolani Della Nave, Letizia Del Nero e Mara Oregioni. Ore 17 in via Giosuè Carducci 10.
Tra gli ospiti illustri che hanno soggiornato negli anni a Madesimo, non si può infatti non citare Giosuè Carducci, che trascorse qui le estati tra il 1888 e il 1905, ricevendone poi la cittadinanza onoraria nel 1901. E la bellezza dei luoghi, venne ampiamente decantata, insieme all’aria salubre che caratterizza la Valtellina. La prima volta che il poeta arrivò a Madesimo era l’estate del 1888. Ci tornò parecchie volte per la villeggiatura durante l’estate fino a un anno prima della morte. Nel 1889, dopo esser stato a Gressoney, si recò a Madesimo con Annie Vivanti, con cui da tempo aveva stretto un’intima amicizia. Quell’estate fu feconda dal punto di vista poetico: presero vita i sonetti In riva al Lys, Sant’ Abbondio e l’Elegia del monte Spluga. L’effetto che il paesaggio circostante ebbe sul Carducci fu molto profondo. Vi contribuì probabilmente una certa melanconia provocata dalla partenza di Annie, che lasciò Madesimo per recarsi a Genova, dove si sarebbe imbarcata per l’America. Di questa località, che ai quei tempi era famosa per le fonti termali, Carducci amava la quiete e la purezza dell’aria, gli splendidi paesaggi e certamente il buon vino. A Madesimo e alla Valle, infatti, il poeta dedicò anche A una bottiglia di Valtellina del 1884 raccolta nelle Odi Barbare.
In caso di pioggia gli eventi si svolgeranno in Sala Convegni

Alessandra Pirri

 

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