Lo scudetto annullato allo Spezia nel 1944, Fabrizio Càlzia racconta la storia con il libro “Spezia 1944 lo scudetto dei pompieri“

Prima pagina

Avrebbe sicuramente ottenuto il titolo in prima pagina quello scudetto conquistato dallo Spezia nel 1944 ma,  il 20 luglio fu il giorno del fallito attentato a Hitler e così sul Lavoro, storico quotidiano genovese, la notizia finì in seconda senza alcun trionfalismo. Eppure quello scudetto, poi addirittura annullato dalla Federazione Calcio, fu una impresa degna di un film tanto è ricca di emozioni, strategia, colpi di scena. Una storia affascinante scoperta e scritta  da Fabrizio Càlzia, microeditore, così si definisce, che dopo anni di lavoro nel campo letterario,ha deciso di tentare l’avventura di una propria casa editrice: la Galata Edizioni.

Filippo Càlzia

“Spezia 1944 lo scudetto dei pompieri“ racconta, attraverso documenti e testimonianze, di come una piccola squadra riuscì a partecipare ad un Campionato, ufficialmente indetto anche se mancante delle squadre al di sotto della linea gotica, che nelle intenzioni dei dirigenti avrebbe dovuto assegnare al Torino ancora uno scudetto.
Lo Spezia aveva un allenatore geniale, Ottavio Barbieri che, come prima cosa, riuscì ad arruolare i suoi ragazzi nel Corpo dei Vigili del Fuoco in modo da sottrarli al fronte. Uno stratagemma con più risvolti positivi.
Nell’autobotte a loro assegnata – racconta Càlzia – colavano grandi quantità di sale e quando andavano in trasferta in Emilia, scambiavano quel sale con prosciutti e olio introvabili a Spezia”.

Lo Spezia, vincitore dello scudetto del 1944

E pure in campo poi fu geniale Barbieri, adottò per la prima volta , la tecnica del catenaccio e inserì la figura del libero”.
Gli avversari sono sbalorditi, il Bologna, pur sospinto dagli entusiasmi del regime, soccombe, col Venezia è un pareggio, resta il Torino.
Ho avuto il privilegio di intervistare Mario Tommaseo, centrocampo dello Spezia – ricorda Càlzia – che mi ha raccontato per filo e per segno come andò. Lui aveva un compito improbo in quella partita: marcare stretto Valentino Mazzola. Fu una grande partita vinta dai calciatori pompieri per 2 a 1. E Tommaseo mi ha detto che, pur non essendo credente, tutte le sere rivolgeva una preghiera per Mazzola”. 
Il finale è  amaro: lo scudetto è dello Spezia ma, la Federazione declassa il Campionato annullando di fatto una vittoria senza ombre.
“Il grande Calcio è fatto di emozioni, di storie che si intrecciano e di poesia, per questo – dice Càlzia – vale la pena di scriverne. Non a caso sto raccogliendo gli elementi di un’altra appassionante vicenda, quella dello scudetto rubato al Genoa nel 1925”.

Alessandra Rissotto

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