Liste d’attesa prestazioni ambulatoriali in Lombardia, in Consiglio regionale la presentazione del Rapporto Polis 

MILANO– Tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali: il tema è al centro di una “missione valutativa”, in sostanza un rapporto analitico, presentata oggi a Palazzo Pirelli e promossa dal Comitato di Controllo e Valutazione insieme alla Commissione Sanità. Gli scopi del lavoro sono stati illustrati dal vice presidente del Comitato, Niccolò Carretta, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione con il sistema universitario, “una sinergia che rende scrupolosa e approfondita la valutazione”, offrendo così ai cittadini l’opportunità di conoscere la situazione della sanità con dati e parametri oggettivi e ai politici di varare provvedimenti o iniziative utili a migliorare l’offerta dei servizi. “La ricerca -ha detto ancora Carretta-  tocca un aspetto molto sentito dai cittadini. Dal punto di vista tecnico rappresenta poi un importantissimo contributo con spunti e riflessioni che mi auguro quanto prima siano oggetto di dibattito in Commissione Sanità perché la riduzione dei tempi di attesa in sanità rappresenta senza dubbio una priorità di questa legislatura regionale”. 

“Sicuramente – ha sottolineato il presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti  – su ritardi e lungaggini nelle prenotazioni bisogna porre attenzione e controllo. Tuttavia, il rapporto non ci consegna una situazione di allarme e criticità ampia e diffusa come sollevano troppo spesso le opposizioni. Certo, Regione Lombardia deve fare meglio e la strada per raggiungere l’obiettivo è già stata in parte segnata anche in Commissione e riguarda l’Agenda unica, il database unico delle disponibilità per esami e visite ambulatoriali di strutture pubbliche e private accreditate con il sistema sanitario regionale”.

Anche per  il vice presidente del Consiglio Carlo Borghetti, componente del Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione, la “ricerca rappresenta un lavoro estremamente utile, non solo perché va a toccare un tema molto importante e sensibile per i cittadini come lo sono i tempi di attesa in campo sanitario, ma anche perché offre a noi legislatori dati ed elementi di riflessione poco dibattuti in questo campo. Quando infatti parliamo di liste di attese, il focus e le attenzioni si spostano sulla governance delle nostre strutture, poco o niente invece sulla responsabilità che hanno a volte i pazienti stessi nel generarle, un meccanismo che si innesta quando ad esempio la  stessa visita viene prenotata in strutture diverse o quando non ci si presenta all’appuntamento concordato. Ecco la ricerca si sofferma anche su questo e tutto ciò rappresenta un elemento sul quale è bene riflettere per cercare di intervenire per spezzare questo meccanismo, magari anche con una campagna informativa indirizzata ai cittadini”.

TEMPI DI ATTESA PRESTAZIONI AMBULATORIALI. SCHEDA

Quello delle liste d’attesa, afferma la ricerca, è diventato uno dei problemi più rilevanti per tutti i sistemi sanitari avanzati. I motivi che concorrono a creare questa situazione sono diversi: l’aumento dell’età dei pazienti e quindi della domanda dei servizi; il miglioramento tecnologico per analisi e diagnosi; il comportamento dell’utenza che a volte crea disfunzioni (ad esempio quando la persona prenota ma poi non si presenta e non informa l’erogatore oppure effettua prenotazioni multiple senza comunicare la scelta della sede definitiva); richieste inappropriate determinate sia da prescrittori che dall’utenza; alcune particolari situazioni di carenze organizzative.

La missione valutativa sui tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali si basa su dati 2016-2017 raccolti a inizio 2018, quando sono state effettuate anche le interviste alle direzioni generali delle otto ATS (Agenzie territoriali per la salute) e alle direzioni generali delle ASST (aziende socio sanitarie territoriali). Solo nel 2017 le prestazioni erogate in Lombardia sono state quasi 160 milioni, con un aumento di 1 milione e 400 mila rispetto all’anno precedente, con differenze territoriali di rilievo (per esempio sono state registrate 16,67 prestazioni per abitante nel pavese e 11,44 nella bergamasca). Dall’indagine emerge che nel 2017 si è verificato un lieve aumento dei tempi d’attesa medi, ad eccezione delle Ats di Bergamo, della Brianza e di Pavia. Generalmente ad un aumento del tempo di attesa medio è associato un incremento dei volumi delle prestazioni. Per le prestazioni strumentali i tempi più lunghi sono per l’ecografia (59 giorni), una tomografia computerizzata (39 giorni), una risonanza magnetica (24 giorni) e una radiografia (15 giorni). Se si considera il raggruppamento delle altre tipologie di prestazioni strumentali, per le mammografie si attende di più per la monolaterale (124 giorni) e per la bilaterale (101 giorni). Per la spirometria semplice l’attesa è la minore (13 giorni). Il 54 % delle prestazioni è erogato dal pubblico e il 46 % dal privato accreditato.

Le norme regionali prevedono che i tempi massimi debbano essere rispettati da ciascuna struttura sanitaria almeno nel 95% dei casi. I dati della missione valutativa evidenziano che quest’obbligo viene rispettato complessivamente nel 93% delle prestazioni ambulatoriali soggette a monitoraggio e nel 85% dei casi per le prestazioni con tempi di prescrizione più brevi (fino a 60 giorni).

Il miglioramento dell’offerta, con la presenza di strutture sempre più attrattive, provoca la conseguenza che la gente preferisce a volte aspettare pur di poter scegliere dove andare. Si determina perciò una rilevante diversità tra il tempo di attesa rilevato e il tempo di attesa minimo. Il primo ci dà una effettiva conoscenza di quanto realmente attendono i cittadini per le prestazioni soggette a monitoraggio, il secondo di quanto potenzialmente attenderebbero se accettassero la prima data a loro prospettata (elaborazioni PoliS-Lombardia).

 

ATS                                                    Tempo attesa medio                                         Tempo attesa minimo

Bergamo                                                         46                                                                                    39

Brescia                                                             37                                                                                    31

Brianza                                                            46                                                                                    34

Città Metr.di Milano                                    51                                                                                    37

Insubria                                                           45                                                                                    41

Montagna                                                      32                                                                                    22

Pavia                                                                43                                                                                    37

Valle Padana                                                 32                                                                                    22

Lombardia                                                      45                                                                                    35

Le azioni individuate per migliorare la situazione sono state previste nel Piano Regionale di Governo delle liste d’attesa (PRGLA) e riguardano la responsabilizzazione dei cittadini, il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, il miglioramento dell’efficienza dei sistemi di prenotazione centralizzata. A queste si aggiungono iniziative specifiche di Regione Lombardia quali il miglioramento del centro unificato di prenotazione lombardo con l’applicazione Salutile che permette prenotazioni anche da smartphone o il sistema MOSA (Monitoraggio Offerta Sanitaria Ambulatoriale), che mette a disposizione a cadenza quotidiana i dati relativi alle prestazioni. Inoltre il progetto Ambulatori aperti ha ampliato l’offerta dei servizi.

Nella foto un momento della presentazione dell’indagine con, da sinistra, Carlo Borghetti, Niccolò Carretta e Emanuele Monti

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