L’importanza dei medici nel sapere comunicare ai malati di cancro la malattia

La Società Italiana di Psico-oncologia al fianco dell’Ospedale Galliera di Genova

Psico oncologia

Quante volte i medici, non solo gli oncologi hanno dovuto affrontare sguardi smarriti, disperati o apparentemente impassibili di fronte ad una diagnosi di cancro ? E in quel primo momento, ce ne saranno poi altri mille, è vitale sapere cosa dire , come prospettare al paziente le terapie ma soprattutto come lasciar vivere la fiamma della speranza. Non tutti i medici sono attrezzati, per questo ormai nelle corsie  ospedaliere assieme all’oncologo sempre più spesso c’è lo psicologo che ha competenze specifiche acquisite con la pratica e la ricerca . All’Irccs di Reggio Emilia, gli psico oncologi  sono strutturati in una Unità che lavora in sinergia con gli oncologi e con gli specialisti delle Terapie Palliative. La loro esperienza è stata portata a Genova, all’ospedale Galliera, dove il professor Andrea De Censi dirige  un centro all’avanguardia tanto che ha sviluppato progetti di sperimentazione con il National Institute di Washington, l’Anderson Cancer di Houston e lo IEO di Milano: si valuta l’efficacia di una terapia preventiva con un anti estrogeno a basso dosaggio contro il tumore della mammella.
Qui al Galliera si è recentemente formata We Care, Associazione di pazienti che si avvale della consulenza di  psicologi  perché – dice il professor De Censi – è importante per il medico  sapere in anticipo cosa il paziente,c he si sta per accogliere ,vuole sentirsi dire, quali sono le sue paure, le speranze, le difficoltà lavorative e familiari “. La psico oncologia è nata proprio a Genova nel 1980 ma, purtroppo le competenze sono poi migrate in altre regioni “ per mancanza di risorse e di personale – dice Gabriella Rondanina, psicologa, tra gli organizzatori dell’incontro – paradossalmente proprio in Liguria la Società Italiana di Psico oncologia non ha una sede. Comprendere a fondo quale sia l’impatto della malattia e delle terapie è però una premessa fondamentale per dare agli ammalati l’assistenza più appropriata”.

Alessandra Rissotto

Nella foto Gabriella Rondanina e Andrea De Censi

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