Legge di bilancio, Milano si schiera con l’Anci contro i tagli previsti ai Comuni

MILANO – Piena condivisione da parte dell’assessore del Comune di Milano al Bilancio Roberto Tasca per le dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, al termine dell’assemblea degli assessori di Bilancio di diversi Comuni italiani. L’Anci denuncia il taglio di 300 milioni di euro ai Comuni di rimborsi Imu-Tasi, che rappresentano risorse necessarie per garantire i servizi ai cittadini.

“Il taglio del rimborso – afferma l’assessore Tasca – è un danno enorme per tutti i comuni italiani, che si aggiunge ad una serie prolungata di penalità messe a segno dai governi nei confronti degli enti locali. C’è stata una progressiva contrazione dei trasferimenti correnti, oltre 9 miliardi di euro dal 2011 al 2017. La logica dell’azione del Governo assoggetta i Comuni a tutela. I governi precedenti esercitavano centralmente la tutela. Quello giallo-verde intende delegarla alle Regioni. Il risultato è un ulteriore impoverimento degli enti locali, l’impossibilità presente e futura di garantire i servizi essenziali e più concretamente di chiudere il prossimo bilancio di previsione”.

Con l’approssimarsi della fase finale dell’iter di approvazione del ddl bilancio 2019, l’analisi degli assessori italiani è allarmata e richiama l’attenzione del Governo e del parlamento sulle questioni non ancora considerate nella legge di bilancio per il 2019.

Gli assessori prefigurano “un nuovo taglio ai Comuni che mette a repentaglio anche la capacità di investimento, nonché l’effettiva possibilità per molti Comuni di predisporre gli schemi di bilancio”. Appare inoltre “del tutto inspiegabile il mancato finanziamento delle risorse già tagliate fino al 2018 con il dl 66 del 2014” (564 milioni di euro annui). Concepito come taglio temporaneo, dal 2019 deve essere ristorato come la legge prevede senza possibilità di equivoco.

Gli assessori, in assenza di risposte, “valuteranno le iniziative da intraprendere anche davanti alle sedi giudiziarie preposte, sicuri della correttezza normativa delle richieste”.

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