Le sfumature, i dettagli, i colori dell’Ebraismo

La classe 2C Liceo dell’Iti Cartesio di Cinisello Balsamo in visita scolastica alla Sinagoga di Milano

La Sinagoga di Milano, il più importante posto di ritrovo della comunità ebraica milanese, ricco di sfumature di colore, di dettagli, ma soprattutto con una lunga storia alle spalle. Con la classe 2CL dell’Istituto superiore Cartesio di Cinisello Balsamo, siamo andati a visitarla.

Entrati nel luogo di preghiera saltano subito all’occhio i colori predominanti, tra cui rosso e blu con molti particolari oro, tra cui i Dieci Comandamenti scolpiti su una lastra di marmo.

La facciata monumentale, impreziosita da mosaici azzurri e oro, è leggermente rientrata. È divisa in tre sezioni simmetriche. Tutte le finestre sono decorate da simboli ebraici. Il portone d’ingresso è sormontato da un grande arco e termina con l’incisione delle Tavole della Legge. La Sinagoga è strutturata su due piani: la parte alta, il matroneo, è riservata alle donne, la parte bassa accoglie gli uomini. Ogni posto può essere potenzialmente una Sinagoga, ma ci sono diverse regole da rispettare: anzitutto la separazione tra uomini e donne (la donna è considerata una distrazione per l’uomo); devono essere presenti i libri sacri della Torah; si deve pregare in direzione di Gerusalemme; gli uomini devono coprirsi il capo in segno di sottomissione; non ci possono essere raffigurazioni di Dio.

La Sinagoga di Milano

La Sinagoga fu costruita nel 1892 perché la comunità ebraica di Milano subì un rapidissimo sviluppo demografico che richiese la costruzione di un luogo sacro. Nell’agosto del 1943 il tetto fu distrutto da un bombardamento, come gran parte delle strutture che siamo successivamente andati a visitare, ad esempio l’Università Statale. Nel ’53 la Sinagoga fu ricostruita, per poi essere ristrutturata nel 1997. Pur conservando i volumi dell’edificio, questa ristrutturazione cambiò profondamente gli interni, modernizzandoli.

Fondamentale, come spiegato dalla guida, l’alimentazione: secondo l’interpretazione di un testo sacro alla comunità ebraica, è concesso cibarsi solo di animali ruminanti o con zoccolo diviso in due. Tutto ciò che è permesso mangiare è definito con il termine “kosher”. Anche i crostacei sono vietati.

Il calendario è molto diverso da quello tradizionale: per l’ebraismo il 2017 è l’anno 5778, perché un anno dura 354 giorni e nell’anno bisestile si aggiunge un mese. Il giorno inizia al tramonto e termina al tramonto del giorno dopo, questo perché la Torah dice che Dio creò prima la notte e poi il giorno. Il capodanno è a ottobre. È una festa molto importante. Legato a esso è il giorno dell’espiazione, dieci giorni dopo. Questa speciale ricorrenza dura 25 ore e avviene una volta l’anno: durante queste ore si riceve l’espiazione e il perdono dei peccati commessi. Diversamente dal cristianesimo, non esiste il sacramento della confessione. La festività più ricorrente è lo Shabbat, il sabato, giorno da dedicare esclusivamente alla famiglia e alla preghiera. In questo giorno bisogna allontanarsi dalla tecnologia e da tutte le distrazioni, passando un giorno libero da stress e da tutti gli impegni settimanali, senza lavorare né studiare. Poi ci sono altre numerose feste come la Pasqua, il giorno delle Capanne e molte altre.

Ovviamente tutte queste festività e queste restrizioni alimentari sono “facoltative”, nel senso: una persona può benissimo sentirsi ebrea senza rispettare queste regole, tanto più se ad esempio il lavoro e le condizioni di salute non permettono un impegno assiduo nello svolgimento dei precetti.

L’Ebraismo è una religione che ogni persona vive secondo per secondo, partendo dalle tre preghiere giornaliere, fino ad arrivare al particolare modo di cibarsi.

Pietro Fumagalli

Classe 2CL

Iti Cartesio Cinisello Balsamo (MI)

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