Le lettere di EleonoraDuse e Arrigo Boito protagoniste di “Un amore travolgente”

Lo Spazio Teatro No’hma di Milano mette in scena la conversazione epistolare tra i due famosi personaggi, quando l’amore entra in teatro, si fissa sul palcoscenico. E non muore

Nel centenario della morte di Arrigo Boito, domenica 25 marzo, ore 17.00, lo Spazio Teatro No’hma in via Orcagna 2 a Milano, Teresa Pomodoro propone un pomeriggio speciale a teatro: una performance dal ricco carteggio fra il grande librettista-compositore Boito ed Eleonora Duse, riadattato da Fabio Battistini. Settecento lettere che testimoniano la profondità del rapporto fra i due, in un momento cruciale per Boito, che proprio in quegli anni (tra 1884 e il 1900), realizzava i suoi importanti lavori con Giuseppe Verdi (Otello e Falstaff); un rapporto che illumina le personalità di entrambi “le aspirazioni appassionate, i nobilissimi momenti e, non sempre palesi a entrambi, le ragioni stesse della loro inconciliabilità”. Un rapporto che, dopo la fine dell’amore, dovuta anche alla nuova passione fra la Duse e D’Annunzio, si trasformerà in un’amicizia destinata a durare fino alla morte dell’autore, e sarà sempre testimoniato da una fitta corrispondenza.

Una delle più importanti attrici teatrali di fine Ottocento, Eleonora Duse nasce a Vigevano (PV) nel 1858 da madre gitana. Definita meritatamente la più grande artista teatrale di tutti i tempi, Eleonora Duse è stata un “mito” del teatro italiano: a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, ha rappresentato con la sua profonda sensibilità recitativa e la sua grandissima naturalezza, opere di grandi autori come D’Annunzio, Verga, Ibsen e Dumas. Si spegne a causa di una polmonite nel corso di una lunghissima tournée negli Stati Uniti, all’età di sessantacinque anni, il 21 aprile 1924 a Pittsburgh. Viene poi sepolta secondo volontà nel cimitero di Asolo (TV).

Ancora una volta sul palcoscenico del No’hma Giancarlo Dettori e Franca Nuti, una delle più grandi coppie del teatro, uniti nella vita, a dare voce a due figure fondamentali del panorama artistico italiano di fine Ottocento e inizio Novecento. Drammaturgia di Fabio Battistini, regia di Marco Rampoldi.

 

Alessandra Pirri

 

Su