Le eccellenze vinicole italiane protagoniste del Vinitaly a Verona

L’Italia con oltre 80mila imprese è il secondo esportatore di vino al mondo, dopo la Francia, con un export che ammonta a circa 6 miliardi di euro

Ammonta a circa 6 miliardi di euro l’export di vini dall’Italia nel 2017. L’Italia, con oltre 80mila imprese vinicole, è il secondo esportatore di vino al mondo, dopo la Francia. Tra i principali amanti del vino Made in Italy, in testa gli USA, la Germania e il Regno Unito, ma crescono di più gli estimatori russi, brasiliani e cinesi. Oltre un terzo dell’export italiano parte dal Veneto, seguono Piemonte e Toscana. In Italia si contano oltre 80mila imprese vinicole, tra coltivazione di uva e produzione di vini da uva, con un business annuale che vale circa 9,6 miliardi di Euro, di cui 3,3 miliardi solo in Veneto.

Le esportazioni di vini da uva dall’Italia verso il mondo nel 2017 ammontano a circa 6 miliardi di euro e registrano una variazione del +6,4% tra 2016 e 2017. Oltre un terzo dell’export italiano parte dal Veneto con 1,5 miliardi di euro, tra gennaio e settembre 2017, +6,4% in un anno, seguito dal Piemonte (677mila euro, +6,1%) e dalla Toscana (665mila euro, +3,3%).

“Il vino – spiega Giovanni Benedetti, membro di giunta della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e direttore di Coldiretti Lombardia – rappresenta una delle eccellenze dell’agroalimentare Made in Italy. Lo conferma anche il valore dell’export che nel 2017 ha raggiunto il massimo storico di sempre attestandosi a circa 6 miliardi di euro  – continua Benedetti -. In Lombardia ci sono oltre 20mila ettari a vigneto, quasi tutti dedicati a nettari di alta qualità. Le province più “vinicole” sono Pavia e Brescia, che da sole rappresentano i due terzi delle superfici vitate in Lombardia e il 70% delle oltre tremila aziende lombarde”.

All’estero, tra chi non rinuncia ad un bicchiere di vino italiano sulla tavola, ci sono al primo posto gli statunitensi che importano dal nostro Paese prodotti vinicoli per un valore di circa 1,4 miliardi euro (pari al 23,5% del totale dell’export italiano di vino e in crescita del 4,2% tra 2016 e 2017), seguiti dai tedeschi con oltre 985milioni di euro (16,4% del totale) e dal Regno Unito che importa circa 810 milioni di euro  (il 13,5%, crescita del +5,9%). La Russia, il Brasile e la Cina sono invece i Paesi in cui si registra tra 2016 e 2017 la crescita maggiore di importazioni dall’Italia: rispettivamente +43%, +60,6% e +28,7%.

E nella classifica dei produttori di vino più “amati” al mondo,  l’Italia conquista il secondo posto, preceduta solo dalla Francia prima con 8,1 miliardi di euro di export di prodotti vinicoli nel mondo nel 2016, assorbendo circa un terzo delle esportazioni mondiali di vino  (28,1%), seguita dall’Italia con 5,6 miliardi di euro, pari al 19,3% del totale, dalla Spagna (2,6 miliardi di euro, 9,2%), e dal Cile (1,6 miliardi di euro, 5,7%). E guardando ai 10 maggiori importatori di vino al mondo, l’Italia è il primo Paese da cui importano Germania e Svizzera, rispettivamente il peso delle importazioni dall’Italia è del 37,6% e del 35,1%, mentre negli Stati Uniti (29,7%), nel Regno Unito (21,2%), nei Paesi Bassi (12,2%) e in Belgio (11,3%) è il secondo Paese da cui si importano vini. È quanto emerge da elaborazione della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati Aida-Trade Catalyst

Le imprese del vino in Italia Sono complessivamente oltre 80mila le imprese del vino attive in Italia, si tratta principalmente di imprese di coltivazione di uva (79.762), a cui si aggiungono le imprese di produzione di vino (1.850). La concentrazione maggiore è in Sicilia, dove si trovano complessivamente quasi 13mila imprese attive nel settore, di cui oltre 7mila solo nel trapanese, la seconda regione italiana in termini numerici è il Veneto con 12.508 imprese, di cui 6.350 a Treviso e 3.836 a Verona, al terzo posto la Puglia, con 10.550  imprese.  È quanto emerge da elaborazioni dell’U.O. Studi, statistica e programmazione della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati Registro Imprese e su dati Aida-Bureau Van Dijk e Aida-Trade Catalyst.

Claudia Cappelluti

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