L’azienda barese di Information Technology festeggia i primi trent’anni

Si è svolto a Baril’evento per i 30 anni di Cle, l’azienda barese di Information Technology nata nel 1987 per conciliare vita e lavoro della sua fondatrice Mariarosaria Scherillo (oggi CEO dell’azienda  e presidente della sezione Terziario Innovativo Comunicazione di Confindustria Bari e BAT). Per accrescere il benessere organizzativo, l’azienda, protagonista dell’innovazione digitale nel sud Italia nel settore dell’assistenza domiciliare socio-sanitaria, ha, tra l’altro, creato Cleden, un giardino in azienda, una sorta di laboratorio intergenerazionale fatto di giochi e materiali didattici in cui genitori dei dipendenti ‘adottano’ figli più piccoli del personale aziendale e, a breve, avvierà un’area nursery a supporto dei percorsi di accompagnamento costruiti assieme alle neo-mamme per offrire massima flessibilità nella conduzione della maternità, dalla gravidanza al primo anno di vita dei figli.

Mariarosaria Scherillo

Oggi CLE occupa tra Bari e Milano 35 persone (15 gli assunti nel 2017), impegnate nella nuova business unit ‘Industry’ (dedicata alla trasformazione digitale delle imprese manifatturiere in ottica ‘Industria 4.0’) e in quelle ‘IT’ (progettazione, realizzazione, gestione ed evoluzione di sistemi tecnologici, infrastrutture informatiche e applicazioni software), ‘Teach’ (formazione tecnico-amministrativa di personale e dirigenza della P.A.) e ‘Resettami’; quest’ultima è la soluzione che ha rivoluzionato la gestione dell’assistenza domiciliare socio-sanitaria nel sud Italia, contribuendo alla riduzione dei costi ospedalieri e alla durata dei ricoveri in Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia per un totale di circa 12 milioni di assistibili.

“Col senno di poi – ha ricordato Mariarosaria Scherillo, CEO di CLE – reputo una fortuna aver vissuto determinate difficoltà 30 anni fa, quando il settore dell’IT nel sud Italia era composto prevalentemente da uomini e le politiche di conciliazione vita-lavoro ancora in là da venire. L’esperienza vissuta è servita per coltivare con costanza il benessere organizzativo e rendere la nostra azienda a misura di donna. È proprio il welfare aziendale uno dei principali driver su cui fondiamo il nostro percorso di crescita che, entro la fine del 2019, ci vedrà attori anche in Europa”.

 

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