La vita non è fatta solo di guai, possiamo sorridere ed essere grati al destino

A volte sto in silenzio, perchè un senso di impotenza talora travolge anche me. La cronaca  ci sommerge di omi-suicidi, di ingiustizie palesi e incontestabili, di tragedie vicine e lontane che paiono un’anticipazione di eventi peggiori. Ci delude e scoraggia con gli esempi della confusione tra sottomissione e rispetto, che fanno capire che la logica  se n’è andata da tempo lontano lontano, a braccetto con i valori e la dignità. Come fare a far sentire e capire che la maggioranza non è quella che spunta dai media, che la nostra vita non è fatta solo di guai, che possiamo sorridere, essere grati al destino, riconoscere le tante persone buone e normali che ci circondano?

Ad esempio, con i giornali come questo, veicolo di speranza e di simpatia per la vita. Ad esempio, in questo periodo, riesumando il Natale. Non è più consueto godersi appieno il Natale. Non soltanto come festa, spesso oscurata dalla fatica di conciliare tutto e tutti, ma per quello che è. Natale: fra le tante giornate in onore di quasi tutto che costellano l’anno e Google, Natale è la più meravigliosa. Memora la nascita di un rivoluzionario vero, che ha dettato il codice dell’amore, indicando una strada diversa da quella della guerra, del potere ottenuto uccidendo e distruggendo. Una strada che nessuno è riuscito a portare a compimento, a rendende universale, ma che è l’unica giusta. Che ha indicato un “dopo” di giustizia. Anche a causa degli umani che hanno diffuso la religione, molti preferiscono credere alla reincarnazione, che certo non è più credibile della resurrezione. Oppure di negare, in nome di una immaginata scienza, la speranza dell’aldilà.

Meglio per loro credere nel nostro totale dissolvimento, in modo da sminuire il valore dell’etica e della responsabilità individuale.  Natale è gioia, vediamo di sintonizzarci, di godere anche di lucine, regali e pranzi, ma nell’ottica di accendere e mantenere accesa la speranza, la certezza del miracolo della vita. E anche della fortuna immeritata di essere nati e cresciuti in tempo di pace, di abbondanza, di possibilità, di medicina.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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