“La mia Ninetta”, l’opera di Carlo Porta riprende vita

Allo Spazio Banterle di Milano, a due passi da San Babila, andrà in scena il primo giugno il riadattamento di “Ninetta del Verzee” del celebre poeta dialettale milanese con la regia di Piero Lenardon

Ultimo appuntamento dell’anno allo Spazio Banterle (largo Corsia dei Servi 4- Milano) con “La mia Ninetta”: traduzione dal milanese della celebre opera poetica, scritta nel 1814, da Carlo Porta (1775-1881).

L’opera, in scena sabato primo giugno alle ore 19.30, con Maria Cremona, Piero Lenardon, Valentina Mandruzzato e  Roberta Paolini, regia di Piero Lenardon è uno studio scenico dell’opera del celebre poeta dialettale milanese.

Ninetta di Carlo Porta è un’ex venditrice di pesce al mercato Verziere di Milano che, a seguito di una travagliata storia d’amore si vede costretta a prostituirsi. Un’esistenza difficile quella della protagonista del racconto che rimane presto orfana e viene crescita dalla zia pescivendola. Si innamora del Pepp, figlio del pasticciere con cui la zia ha una relazione, ma dopo un primo momento di felicità il giovane amante si dimostra un cinico calcolatore che le arriva a estorcere somme di denaro fino a costringere Ninetta alla fame e alla prostituzione per sopravvivere.

“Mi accontento di avere l’impressione che la “Ninetta” sia qualcuno che ho conosciuto davvero- ha dichiarato il regista- tra orti e pratacci della mia periferia milanese, a ridosso della via che portava a Novara. Forse d’inverno con la nebbia che ghiacciava le mie ansie scolastiche, l’ho sorpassata lentamente in bici, ho dato uno sguardo dentro il finestrino appannato di un Giulietta Sprint rossa: un collo di pelliccia bianco, il rossetto rosso delle labbra che ancora m’insegue, il seno visibile che qualcuno aveva toccato da poco, un po’ di disordine tra i capelli oro ossigeno, fumavi a boccate lente e parlavi con labbra melanconiche da donna vissuta. Ce li avevi diciott’anni Ninetta?”

Raffaele Biglia

Nella foto Piero Lenardon

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