La fotografia entra nelle aule del Liceo

A Cinisello Balsamo il primo esempio di corso sperimentale di educazione visiva nel Liceo Casiraghi con la collaborazione del Museo di Fotografia Contemporanea

In una società continuamente alimentata da stimoli visivi provenienti da Instagram, Facebook e dalla pubblicità, saper interpretare un’immagine diventa sempre più importante. Fornire i giovani di strumenti per comprendere il significato più profondo di una foto può aiutarli a capire meglio la realtà che li circonda, utilizzando i sistemi che sono più vicini al mondo dei millennials come i social network.

In questo senso si inserisce la collaborazione a Cinisello Balsamo tra il Liceo Classico Giulio Casiraghi e il Museo di Fotografia Contemporanea per introdurre la fotografia e l’educazione visiva come materia di insegnamento curriculare, primo esempio in Italia di un corso sperimentale tra una scuola pubblica e un’istituzione museale.

Il corso di venti ore si avvale di un bagaglio di competenze maturate in quasi 15 anni di esperienza da parte del servizio educativo del museo, non concentrate esclusivamente sulla tecnica fotografica o sulla produzione di immagini, ma orientate piuttosto a fondere insieme i molteplici aspetti legati all’immagine.

Gli studenti di due classi prime frequenteranno da gennaio a maggio 2019, un percorso distribuito tra la scuola e il Museo, di storia della fotografia e cultura visiva, con alcuni cenni di tecnica fotografica, attraverso approfondimenti teorici, visite guidate, momenti di condivisione e discussione sulle immagini per stimolare la capacità di osservazione e imparare a distinguere ciò che è reale da ciò che è virtuale.
“Grazie alla fotografia due eccellenze del territorio consolidano la loro collaborazione in un’esperienza dal forte valore innovativo a livello nazionale – commenta l’assessore all’Istruzione del Comune di Cinisello Balsamo Maria Gabriella Fumagalli – Una collaborazione ancora più virtuosa se si pensa che intercetta un pubblico di giovanissimi, negli anni della scuola dell’obbligo”. La fascia di età dei giovani under 20, infatti, è considerata la meno ricettiva alle proposte dei musei, che vengono visti come luoghi austeri e lontani dai nuovi codici di comunicazione propri dell’universo giovanile.

Raffaele Biglia

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